Occhi ed orecchie.

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Occhi ed orecchie.

Messaggio  Angela il Dom Feb 26, 2012 8:49 pm

Comportati bene.
Quante volte ci è stata fatta questa raccomandazione?
Comportarsi come si deve… e come ci si deve comportare?
Quel “comportati bene” include anche il dire quello che si pensa o bisogna “filtrare” pure il nostro pensiero?
A parte le basi della buona educazione ci sono tutta una serie di regole da rispettare. E non basta, dannazione! Bisogna anche rispettare regole che non conosciamo, che nessuno ci ha insegnato… e non per trascuratezza ma proprio per una sorta di indulgenza mescolata ad una cosa che comincio seriamente a detestare: la tolleranza. Della serie… chiudiamo un occhio.

Beh, a chiudere gli occhi, fosse anche uno solo… io non ci penso proprio… proprio non mi va.
Sono sempre stata una persona ordinata e rispettosa delle regole (anche se ce ne sono tante che contesto e altrettante che proprio sono incomprensibili), pure di quelle che nessuno si è preso la briga di scrivere, penso ad esempio a quelle che includono le paternalistiche raccomandazioni… cautela, vigilanza, controllo, tutte cose che se ben combinate ci dovrebbero far vivere in sicurezza nel rispetto di noi stessi e degli altri ma quando in un confronto noto quell’accondiscendenza che cercano di spacciarmi per “umanità” io proprio non ce la faccio a chiudere un piffero: non sto zitta, non chiudo gli occhi e nemmeno le orecchie.

Qualcuno sostiene che queste siano cose un tantino “nebulose” e, in questi tempi dannatamente confusi, non si ha tempo per queste riflessioni… beh, signori… sono scuse.
Si può e soprattutto si deve farle anche per cercare di cautelarsi… ne va della nostra sicurezza, della nostra sopravvivenza. Quindi rispetto delle regole prima di tutto e occhi ed orecchie bene aperti, pronti a cogliere il minimo segnale di pericolo. I primi operatori per la sicurezza dobbiamo essere noi.
Beh, io cerco di farlo al meglio ma ogni tanto (sigh!) trascendo… e se poi si parla di islam lì mi lascio andare… non esagero (anche se c’è chi sostiene il contrario) ma non c’è verso: più lo conosco e meno mi piace.

Ma capita di incontrare qualcuno… qualcuno che ti spiega che non è l’islam il problema ma che, come sempre, il problema sono gli uomini. Ed ecco che allora, questo qualcuno cerca di aprire una specie di “falla” nel tuo personale “piano sicurezza” perché l’approccio è quello giusto, quello disponibile e garbato, sia nelle parole che nei gesti. E allora sembra che questo qualcuno lo faccia solo per “aprirti gli occhi”, per farti conoscere qualcosa di nuovo, facendo leva su quello che comincio a pensare che sia il mio peggior difetto: la curiosità.

E così ti fanno ascoltare un canto, una specie di nenia.
Per un po’, sono rimasta rapita dalla bellezza del suono di quella voce ma poi ho riconosciuto ed ascoltato con più attenzione queste parole. “Meravigliosa la gioia di servire Allah”.
E lì si è spento l’incanto… ho ricordato (tutte) le (poche) parole che conosco in arabo. Sono tutte parolacce… come islam (per me è una parolaccia perché significa sottomissione) e mi sono resa conto che con la bellezza di quella nenia si stava cercando di allargare la falla (che c’è… sigh!) nel mio “piano sicurezza”.
Mi sono ripresa e ho spiegato con tutta calma che io non so che farmene di un dio da servire… dio non è una persona che ha bisogno di cure… dio, sempre ammesso che esista, è dio e basta. Non ha bisogno di essere servito… casomai ha bisogno di essere ascoltato.
Giuro, non ho detto altro… ma è bastato.
L’evidente confusione della mia interlocutrice e della sua amica si è palesata e mi ha chiesto di stare zitta. E lo ha fatto in modo strano: si è messa le mani sulle orecchie.
Ha detto che ci sono cose che una musulmana non può sentire, ha detto che sono come frustate nelle orecchie ed io ho provato pena per lei… ma non gliel’ho detto perché sarebbe stato come frustarla… e io non voglio frustare nessuno.
Ma adesso so di aver avuto una conferma: l’islam ha pure paura delle parole.

Ecco perché uccidono le voci libere… e cercano di zittire le persone… anche quelle che come me, cercano, attraverso la “conoscenza” di riflettere sul fenomeno per poter fare qualcosa… anche solo sostenere i movimenti anti-islam o i ragazzi dell’Onda Verde.
Solo che da noi è facile… in un paese come l’Iran la cosa è un “tantino” più pericolosa. Fare questo in alcuni angoli della Terra, significa finire dritti nel girone peggiore dell’Inferno terrestre, uno dei tanti, come Kahrizak… dove, tra le varie torture, strappano anche occhi e orecchie.

Chissà se anche mentre li torturano gli fanno ascoltare qualche nenia… ma non credo, la musica non è gradita a quel loro dio crudele cieco e sordo.
Sì. Ora lo so: Allah non ha occhi ed orecchie… solo una voce, che non è bella come quella che mi hanno fatto ascoltare.

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