L'utopista del piffero.

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L'utopista del piffero.

Messaggio  Angela il Mer Gen 04, 2012 8:25 pm

Non solo un GBC… qualcosa di superiore. Preparato, stimolante, curioso, avvincente e inquietante… ma questo, più di altri, mi ha spiazzato perché ha rivelato un difetto che faccio fatica a tollerare: è un utopista del… piffero.
Io l’ho chiamato “utopista del piffero” ma lui si è proprio definito come avete immaginato… e che forse rende meglio l’idea… Udc. (che nulla ha a che fare con Casini)

Tutto nasce da una discussione molto pacata… fino a quando io non ho detto di essere xenofoba. Gli è partito “l’embolo”… o meglio ha fatto uscire “l’anima bella del multiculturalismo”. E come? Ma come fanno sempre ‘sti tizi, perdio! Accusando l’interlocutore di essere quello che sono loro: razzisti. Sì, perché convinti come sono di essere al di sopra di certe cose non riescono a vedere la realtà o meglio la stravolgono… relegando le voci “diverse” (minoritarie ma solo diverse) allo scalino più basso della società. Tzè!
Blablano di integrazione tra popolazioni, di abolizione di frontiere e passaporti, della libertà di girare il mondo e di fermarsi a vivere dove e come si vuole ma non conoscono nemmeno la differenza tra xenofobia e razzismo.
Insomma non sapevo che questo signore fosse un “peace&love”. Mi si è rivelata un’altra persona… ha cominciato a parlare di “certi valori” che non hanno confini e colore… libertà, pace, uguaglianza, solidarietà.
E’ partito con una filippica ricordando (a me, perdio!) che abbiamo tutti la stessa dignità e i medesimi diritti ma mi ha fatto arrabbiare quando, “perla delle perle” (sigh!) mi ha citato l’articolo 21 di quella roba che è il Trattato dell'Unione europea, che, a suo dire, rappresenta il suo “essere europeo e la sua tradizione storico culturale.

Eccolo ‘sto Articolo 21.
“Non discriminazione
1. È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, la disabilità, l'età o l'orientamento sessuale”


Insomma… avevo di fronte una vera “anima bella” (che tra l’altro è anche un indottrinatore), uno che la fa facile ma lo fa, come molti, con il lato B al caldo, tizi che si rifiutano di vedere che diavolo sta diventando l’Europa, grazie anche a gente come loro.
Nell’articolo 21 è tutto bello e condivisibile (Crispite, sembro una sinistrorsa!) ma nei fatti le cose stanno diversamente. La politica delle “porte aperte” non produce nulla di buono. Occorre usare qualcosa che, anche se ricorda qualcosa di orrendo, si chiama selezione.
I tizi come questo (a parole) odiano i borghesi, il perbenismo ma loro sono figli di un altro “ismo” che io detesto: il “multiculturalismo”… che non è conoscenza di altre culture… ma una sorta di svendita della propria per ottenere “consenso”.

Io sono molto critica verso certe “nostrane” scelte… e pur criticandole, non intendo in alcun modo cedere nulla della nostrana “cultura” a questa roba. Ci vogliono “colonizzare”, ci vogliono “mescolati”? Beh signori, io non mi mescolo con nessuno. Sono e rimango europea a tutti gli effetti e non rinuncerò mai alla mia cultura in favore di un’altra, specie quella che proviene da certi paesi.
Se questi tizi vengono qui per “colonizzarci”… troveranno pane per i loro denti. Noi europei (da non confondere con “europeisti”) siamo sufficiente “stronzi” da tirar fuori le armi, quando servono. Non si tratta di fare una guerra… non ancora… ma qui ne va della nostra sopravvivenza e non ci sarà mai nessun indottrinatore che potrà convincermi che l’unico modo per sopravvivere è accettare culture che si riconoscono in certe pratiche.
Sono e rimango xenofoba, me ne frego delle accuse che mi vengono mosse ma non posso accettare che in una discussione come quella mi si accusi di scadere di livello e di essere una che sta dalla parte sbagliata solo perché difendo la mia cultura e la mia libertà. Su questi argomenti posso confrontarmi ma non intendo farlo con chi non tollera nemmeno che io possa mettere in “forse” certi comportamenti… di fronte a certe prese di posizione mi comporto di conseguenza… senza trascendere sfrutto la loro condizione di inferiorità… ma gliela faccio notare… lasciandoli “andare”.

“…non credevo che tu potessi scadere nella concezione di un mondo in cui da una parte stanno i buoni dall'altra i cattivi, dove ci sono esseri umani e culture superiori e esseri umani e culture inferiori… sei malvagia…"

Provo orrore per tutto quello che ha a che fare con il Male... e mai potrei essere così. Io l’ho studiato il Male… e ho realizzato che chi lo esercita lo fa solo perché essi stessi sono, o sono stati, per primi, vittime della malvagità e degli orrori di questo schifo di mondo.
Siamo umani… siamo lo specchio di quello che abbiamo intorno... per migliorare, dobbiamo migliorare quello che ci circonda… non c'è altro modo. Io faccio quello che posso e anche di più a volte, sono capace di mettermi in discussione e se dico una cattiveria... poi... insomma cerco di rimediare, non rimarco mai una mia possibile caduta di stile. Lo troverei e lo trovo profondamente stupido. Ma riconoscere le mie paure e affrontarle è un mio vanto, conosco gente che non lo fa mai.
Beh, questo GBC mi ha definito "feccia" e non solo… mi ha messo di fronte ad una scelta. “O ti confronti e soprattutto ti dimentichi quella cosa o non ci parliamo più.”
Ovviamente ho scelto la seconda opzione. Non esiste sulla Terra una persona che possa mettermi di fronte ad una scelta di questo tipo, specie se la stessa persona che si permette di darmi un simile ultimatum riconosce la sua condizione di UdC.

Dopo… si è ripresentato citandomi Baudelaire … e io ho accettato le sue scuse sia pur con qualche riserva… perché per me un cervello di quel livello rappresenta una “sfida”… ed io in fondo cerco proprio quello: il mio limite… che forse conosco ma ora voglio iniziare a fare quello che per tanto tempo non ho voluto fare… forzare… forzare quel limite… anche a costo di uscirne a pezzi.
Non sono impazzita, in fondo corro dei rischi più o meno “calcolati”… e comunque, se sbagliassi il calcolo, almeno non avrò vissuto per niente. Ed il “niente” è in fondo la cosa che detesto di più.


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Re: L'utopista del piffero.

Messaggio  Alias il Sab Gen 14, 2012 1:47 am

bravissima piccola sunny flower
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Re: L'utopista del piffero.

Messaggio  Angela il Mar Gen 24, 2012 7:14 pm

Alias ha scritto:bravissima piccola sunny flower

Grazie Presidente.
Smk!

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Ciao, ragazza.

Messaggio  Luciano Baroni il Mar Gen 24, 2012 8:03 pm

Ma chi è questo che sembra uscito dalla madre degli imbecilli, che è sempre incinta e, purtroppo, sgravia anche ?

Very Happy
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Re: L'utopista del piffero.

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