La Costituzione, la "giustizia".

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La Costituzione, la "giustizia".

Messaggio  Luciano Baroni il Mer Set 14, 2011 11:05 pm

***Mio commento dovuto.

Come potrete leggere dal testo della intercettazione, chiarissimo, ci sono due considerazioni obbligate.

La prima : dopo il balletto delle dichiarazioni del Procuratore capo dove a volte indicava di non saperne niente, a volte diceva che sì, qualcosa sapeva e addirittura che NON risultava nessuna sbobinatura di una telefonata come quella dello scoop dell'Espresso, a fronte di questo decideva anche di aprire "indagine contro qualcuno che non avesse consegnato ai pm l'intercettazione e adombrava, quindi, che all'Espresso fosse stata consegnata prima che in Procura, si sono decisi a depositare il tutto a disposizione degli avvocati degli indagati e, presumo, anche di Berlusconi, parte offesa da quello che sempre più dà a sembrare un qualcosa di forzato.

Questo modo di fare è certamente un qualcosa di "inusuale", per non scrivere altro.

La seconda : è evidente che c'è qualcosa di molto più grave di quanto sopra, qualcosa che non è certamente "inusuale" ma che dimostra come la Legge, di cui LORO dicono di essere i "depositari e gli applicatori indefessi dell'obbligatorietà dell'azione penale quando a conoscenza di reato" che, in questo caso, ripeto sembra evidente siano invece coloro che della Legge e delle Leggi hanno fatto strame.
Il testo è chiaro : non solo la Legge "direbbe" di interrompere l'intercettazione quando ci si rende conto che uno dei due è un parlamentare, con conseguenza di informare i preposti alla continuazione di qualsiasi altra azione, qui risulta dal testo che l'intercettato non poteva essere Lavitola in quanto usava un telefono locale di Budapest che non poteva essere intercettato dall'italia e dal sistema in uso alle Procure, nemmeno tramite Rogatoria stante i tempi operativi non utili e possibili.
Quindi non c'è possibilità di valutazione diversa : l'intercettato era Berlusconi e l'utenza che lui usava in quella telefonata ricevuta da Budapest.

E' ovvio che questo è un problema, un problema che pone la figura Costituzionale che presiede il CSM non solo in difficoltà, bensì nella condizione, se non interviene convocando il CSM stesso e non chieda espressamente di risolvere nei termini più rigidi questa situazione di illegalità diffusa, si potrebbe raffigurare una qualche responsabilità del Presidente della Repubblica di omissione della sua prerogativa Costituzionale stessa.

Circa 3 settimane fa ( come avete avuto modo di leggere perchè l'ho resa pubblica non avendo ricevuto risposta, anche se come p.s. l'avevo dichiarato ), gli scrissi direttamente una mail sulla home del Quirinale, con ricevuta da parte della struttura di conferma di ricevimento della stessa, in cui ponevo anche un tema come quello che ho appena dimostrato e che si evinceva dal comportamento che ciascun cittadino recepiva diverso a seconda di chi era indagato, da parte di troppe Procure o pm, gip o gup, troppo spesso il cittadino ha l'impressione che l'applicazione della Legge o, soprattutto, delle interpretazioni che ne vengono date, sia diversa "dall'amico o dal nemico ideologico".

Non se ne può più, basta di questi tentativi di sovvertire il funzionamento dello Stato, delle camere e della stessa politica.

Basta.

p.s. Mi pare di poter dire ancora qualcosa su quanto IO ritenga doveroso avvenga : questo signor Lepore che tra un mese, si dice, dovrebbe andare in pensione con gli emolumenti che oramai sono pubblici, con questo modo di fare andrebbe portato a processo per tentativo di sovversione ai poteri dello Stato e non meno si dovrebbe al resto della "squadra" dei suoi sottoposti.

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Napoli - Ecco la telefonata tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e l'ex direttore de l'Avanti Valter Lavitola antcipata la settimana scorsa dall'Espresso. "Sono cose che non esistono, vi scagionerò tutti", sono queste le parole pronunciate dal Cavaliere il 24 agosto scorso. È quanto emerge dai nuovi atti sul caso Tarantini depositati dai pm napoletani che indagano sulla presunta estorsione al premier Silvio Berlusconi.


"Senta dottore, vabbè io mo sono fuori...a sto punto...". Berlusconi: "e resta lì e vediamo un pò...uhm...". È un passaggio della telefonata intercorsa il 24 agosto scorso tra il presidente del Consiglio e Lavitola. La conversazione avviene dopo che erano trapelate notizie sull’inchiesta a carico di Gianpaolo Tarantini e dello stesso Lavitola sulla presunta estorsione al premier, e prima che venissero eseguite le misure cautelari. Lavitola: "Senta, io sto in Bulgaria, sto a Sofia con un telefono di qua, se intercettano pure questo è...che asso ne so..". Berlusconi: "Hai visto che avevo ragione io? dimmi". Lavitola: "Eh, sì, purtroppo sì, non lo so...io ho visto pure la sua dichiarazione, che lei ha aiutato questo ragazzo e così come..." Berlusconi: "Non non non facevo riferimento, tuttavia le cose che ho successivamente letto...che non esistono quindi sono... (...) sono tutte cose che non esistono e su cui io scagionerò naturalmente tutti". Lavitola: "E' per questo voglio dì, quello tutto nà...cioè voglio dì..questo è parto di pura fantasia, perchè oltretutto..." Berlusconi: "Sì, io non so quali sono le vostre affermazioni tra di voi che non conosco..." Lavitola: "Ma non credo che ci sia nessun tipo di affermazione". Berlusconi: ecco, comunque, insomma io non non...quando posso aiuto, quando non posso non aiuto e quando aiuto sono contento di poter aiutare...tutto qui". Lavitola: "Senza... senza ombra di dubbio...senta dottore. e...e...vabbè io mo sono fuori...a sto punto...". Berlusconi: "E..e resta lì...e vediamo un pò..uhm...". Lavitola: "Dopodichè proviamo a trovare il modo per contattarci..." Berlusconi: "Va bene" Lavitola: "Cerchiamo di non abbandonà a questo qua..." Berlusconi: "Certamente...certamente...d’accordo eh?". Lavitola: "Un bacione, dottore". Berlusconi: "Bene, buone vacanze" Lavitola: "Pure a lei grazie". Berlusconi: "Ciao".

La deposizione della segretaria del Cav Per Valter Lavitola erano solo 10 fotografie ma la versione di Marinella Brambilla, la storica segretaria di Silvio Berlusconi, è ben diversa. Si trattava di 10mila euro da versare al direttore de l'Avanti. A spiegarlo è stata la stessa Brambilla, interrogata come testimone dai pm di Napoli nell'inchiesta sul presunto ricatto al premier. Nei verbali dell'interrogatorio depositati al tribunale del riesame la segretaria spiega che all'inizio davvero aveva fatto avere a Lavitola delle foto di Berlusconi ma poi il direttore de 'l'Avanti!' aveva iniziato a usare il termine in modo sibillino e quando chiese spiegazioni al presidente del Consiglio gli rispose di prelevare contante dalla sua cassaforte personale che doveva arrivare a Tarantini e alla sua famiglia.




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Ha fatto, e farà, la fine di questo obbrobrio.

Messaggio  Luciano Baroni il Sab Mar 10, 2012 11:57 am

http://www.ilgiornale.it/interni/quel_processo_condizionato_anomalie_e_contraddizioni/10-03-2012/articolo-id=576510-page=0-comments=1
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