PANICO A BORDO DEL TITANIC

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PANICO A BORDO DEL TITANIC

Messaggio  Angela il Sab Ago 06, 2011 9:19 pm

Come nel film Titanic, un colpo e un boato: un tremore che corre lungo tutta la nave. Nessuno ci fa troppo caso, a parte il barbuto capitano e i pochi ufficiali al comando. Passate le brevi vibrazioni lungo tutto lo scafo, dopo i primissimi interrogativi “cos'è successo?” o “cos'è stato?” tutti tornano tranquilli e rasserenati dall'equipaggio che dice “nulla, nulla, tornate nelle vostre cabine”. Poi la tragedia che arriva inesorabile e inarrestabile e tutti si rendono conto del tragico destino quando ormai è troppo tardi. I primi a fuggire sono i topi di stiva e a seguire gli ufficiali di bordo, i loro sottoposti e i ricchi passeggeri. Tutti gli altri, la maggior parte, abbandonati al tragico ed inevitabile destino.

Il moderno italico Titanic sembra essere proprio “l'agglomerato dei nemici di Berlusconi”, quella informe entità che ha costruito l'immensa imbarcazione dell'antiberlusconismo e si è autocelebrato “l'inaffondabile”, come il famoso vascello. Tutti convinti, tutti certi, dal ricco armatore naturalizzato svizzero all'ultimo caldaista.
Fino a meno di un mese fa. Convinti di raggiungere “l'America” applauditi e trionfanti. Ma l'urto c'è stato, l'iceberg si è presentato inatteso a prua: imprevisto. Un iceberg apparentemente innocuo in superficie, ma letale ed immenso sotto la superficie dell'acqua. Questo iceberg si chiama referendum. Si proprio quello che ha dato una mazzata economica micidiale alle potenti lobbies che determinano chi in Italia debba o non debba governare il Paese.
I segnali di panico? I medesimi. I primi a rendersene conto? Facciamo un breve excursus.
Andiamo nella sala di comando.

Di Pietro, il primo a capire l'entità del danno dell'iceberg che lui stesso ha contribuito a mettere di traverso il percorso dell'inaffondabile imbarcazione che oltretutto ha contribuito a costruire, ha cominciato le grandi manovre di abbandono della nave. Ancor prima di conoscere l'esito referendario, visti i dati dell'affluenza, invita i suoi compagni di navigazione a non utilizzare l'esito in chiave politica come un pro o contro Berlusconi. Poi dopo qualche giorno rigetta l'ipotesi di presentare una mozione di sfiducia. E poi ancora, dopo qualche altro giorno e dopo una intensa chiacchierata con l'arcinemico storico Berlusconi in piena aula, attacca i suoi compagni di viaggio attestando pure al governo Berlusconi lunga vita e lunga legislatura. Senza contare che in un'intervista al Secolo D'Italia dice che “lui per il bene del paese dialoga con tutti” e che Letta (Enrico non Gianni) farebbe meglio ad andare “a vender banane”: date retta a lui che è un contadino.
Fini e Bocchino misteriosamente tacciono: forse già pronti a saltare vicino alle scialuppe di salvataggio.
A Napoli la cosa si fa comica e tragica allo stesso tempo. Un ex-magistrato che ha collezionato nella carriera come PM più “cilecche” di un ultracentenario a letto con una ventenne, lo stesso magistrato che ha fatto incazzare persino i suoi colleghi, un ex-magistrato che chiede ai politici indagati di farsi processare e poi utilizza per tre volte l'immunità da parlamentare UE, bene, quel ex-magistrato diventa sindaco di Napoli. Viene eletto i primi di Giugno 2011, intorno alla metà del mese si insedia e fa le prime delibere e subito dopo i napoletani vengono sommersi dalla “munnezza”, dopo che lo stesso ha dichiarato in campagna elettorale che in cinque giorni avrebbe eliminato il problema dei rifiuti e dopo che accade l'irreparabile dice che la responsabilità ricade solo su Berlusconi e “adesso se la deve risolvere da solo lui”. A parte lo stile da Ponzio Pilato, c'è da sottolineare che diversamente dalla volta precedente quando era Sindaco la Jervolino e per mesi la munnezza sovrastava Napoli la magistratura non mosse alcunché, ora con De Magistris a pochi giorni apre un'indagine per il reato di “omissione d'intervento”. Ora, considerando che l'unico responsabile per la raccolta dei rifiuti e la salute pubblica è il sindaco, si fa presto a capire che cosa stia succedendo. Non ci sarebbe da stupirsi se arrivasse un avviso di garanzia a giorni. La cosa che rappresenta una svolta è il fatto che i magistrati non solo intervengono celermente ma girano intorno a un ex-collega sceso in politica quando non ha immunità parlamentari di sorta. E nessuno a sinistra lo sta difendendo, ma anzi lo si vede indaffarato lavorare con il governo dell'arci-odiato nemico, ora ex.
Dal ponte passiamo a vedere che accade in sala macchine: nelle aule di tribunale.

Nel processo “Mills” il testimone chiave dell'accusa dichiara in un susseguirsi schizofrenico: “Mai dato denaro a Mills” e subito dopo: “Mills si prelevava direttamente il denaro delle sue parcelle dai conti”. Poi non contento alla fine chiede con fare quasi ingenuo:”Adesso posso contattare Mills? Perché deve restituirmi dei soldi che gli ho dato”. Macchietta a parte accade che in quel medesimo processo farsa, dove va sottolineato che manca la prova del passaggio di denaro per quel pagamento dall'accusato a Mills, il Giudice concede alla difesa la possibilità di interrogare tutti i teste portati in aula dall'accusa: e ci mancherebbe che rifiutasse direte voi. Si, ma in Italia non tutto è scontato, anche se ovvio. Orbene che succede? Che il Pubblico Ministero sbotta, a rigor di logica sequenziale contro il Giudice, asserendo, parole testuali: “Questo è un abuso di diritto!”. Potremmo anche parlare di questa nuova fattispecie giuridica dell'abuso di diritto, ma non è il caso di infierire e invece piuttosto soffermarsi sul perché. Quello che si vuol evitare è la prescrizione ormai certa fregandosene altamente dei diritti della difesa, perché quando c'è di mezzo Berlusconi quello che conta non è il diritto, ma il risultato: ovvero il carcere per il nemico. Ma c'è da notare che i Giudici non stanno più seguendo i Pubblici Ministeri. Odore di acque salmastre che arriva anche in sala macchine?
Altro tribunale. Nel famoso processo per lo scandalo “Rubygate” il Pubblico Ministero per giustificare al Giudice il ricorso al rito immediato non lo fa dicendo in soldoni “siamo ricorsi alla richiesta di rito immediato perché ricorrevano i termini di legge dell'articolo … etc etc” come dovrebbe essere, ma con pressappoco una frase sibillina del tipo “siccome si chiede a gran voce che i processi debbano fare presto … etc .etc”. Chi lo chiede? L'imputato? Il Giudice? La politica? La società? Lo zio Michele? Nonna papera? Paperoga? Che messaggio trasversale è? Si chiama comizio in un'aula di tribunale da parte del pubblico ministero: unico termine appropriato. Le valutazioni le lascio a chi legge poiché i fatti si commentano da soli.
Ci spostiamo a Sud, a Napoli, dove il GIP respinge la richiesta di arresto per le ipotesi di reato sulla cosiddetta P4 (associazione a delinquere etc etc) ed ammette solo quelle per favoreggiamento e violazione del segreto investigativo. La Procura fa ricorso al tribunale del Riesame che, a meno di una clamorosa cantonata, non potrà che riconfermare la decisone del GIP. Probabilmente sapendolo già il Procuratore Capo, che va sottolineato è un magistrato, dichiara ai giornali qualcosa del tipo “la gente si scandalizza perché le conversazioni intercettate vengono sbattute in prima pagina ma non si scandalizza per i contenuti”. Ora, a prescindere dal fatto che le intercettazioni telefoniche di persone non indagate non dovrebbero ne manco comparire e che non è quello lo scopo di un magistrato inquirente bensì la repressione dei reati che deve accertare, questa è roba che “nemmeno in Nicaragua o Botswana ...”. Anche qui lasciamo ai lettori le ovvie considerazioni.
Ora andiamo alla sala pompe (e visto il periodo storico non fate facile ironia maliziosa per favore!), dove si ributta a mare l'acqua imbarcata unita alle acque putride : i media.
Santoro se ne va a La7.
Saviano se ne va a La7.
Fazio se ne va a La7.
Tutti se ne vanno a La7 (a proposito: Dandini, Travaglio e Vauro che faranno?) senza che nessuno sia stato cacciato ben inteso.
Al Corriere della Sera infilano il nome del proprio caporedattore accostandolo a Bisignani nei loschi affari della P4 e lui minaccia di querelare il proprio giornale.
Saviano parla del gossip come metodo di intimidazione mafiosa a quale giornale? La Repubblica! Quotidiano che notoriamente non sparge fango ...
La sala pompe probabilmente è già sommersa, di cosa non lo diciamo per una questione di stile.
Gli unici che si son sempre rifiutati di salire a bordo son uomini del tipo, Uòlter Ueltroni, Massimo D'Alema, Violante e Prodi che da politici navigati non salgono a bordo di nessuno che non sia chiaramente vincitore: ovvero prima che la nave approdi. Solo Uòlter e Massimo, che non sono proprio così acuti, si son lasciati un po' coinvolgere e stavano prendendo l'elicottero per atterrare sul ponte, ma accorgendosi dell'iceberg in rotta di collisione hanno fatto immediata marcia indietro.
Ma a che punto del naufragio siamo?

Consideriamo che la stiva, dove era raccolto tutto il prezioso carico dei ricchi passeggeri sponsor dell'inaffondabile imbarcazione, è sommersa e tutti i beni andati in malora. I riccastri, che fino a poco prima hanno finanziato armatore ed equipaggio, stanno già dirigendosi verso le poche scialuppe di salvataggio rimandando al dopo la vendetta contro l'armatore e ai suoi sopravissuti sodali barbuti e non, che probabilmente affonderanno con la nave come nello storico vascello. Ma ancora il pericolo non è evidente: un si dice qui; un sospetto che corre la. Molti lo sentono, lo percepiscono e cominciano ad andare in panico come molti agit-prop in questo e altri blog che intuendo che qualcosa sta per accadere di tragico passano al feroce attacco orizzontale ad altezza uomo: insulti, deviazioni dall'argomento, disinformazioni, veline copia-e-incolla dai giornali di partito o di corrente, sperando forse di poter salire su una delle scialuppe; e vedrete che gazzarra apriranno dopo questo articolo. Purtroppo per loro saranno invece lasciati al tragico inevitabile destino e quando vedranno la prua puntare l'abisso e loro verticalmente affacciati sulle scure e gelide acque contando i secondi che li separano dall'oblio, per un solo brevissimo istante una sola cosa brillerà accecante nelle loro menti: CI HANNO FREGATO!

“ … my heart will go on and on ...”

Claudio T.
25/06/2011

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Re: PANICO A BORDO DEL TITANIC

Messaggio  Angela il Sab Ago 06, 2011 9:22 pm

Il “Titanic” non è ancora del tutto affondato…. ma manca poco… davvero poco.


http://www.youtube.com/watch?v=lmYjoHi21vo&NR=1



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