TullianFineide.

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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Mer Ott 06, 2010 2:33 pm

La conferma in tv da Vespa La Tulliani dirigeva i lavori

mercoledì 06 ottobre 2010, 08:32

Montecarlo, il vicino: la Tulliani dirigeva i lavori
A Porta a porta un vicino monegasco rivela: "L'ho vista più volte nell'appartamento". E spiega: "La signora bionda seguiva la ristrutturazione". Un altro colpo per Fini, che ha sminuito il ruolo di Elisabetta nella vicenda.

Gian Marco Chiocci - Massimo Malpica

L’ennesima testimonianza poco conforme alle risposte di Gianfranco Fini e dei suoi familiari sull’affaire immobiliare monegasco arriva direttamente dal Principato, e va in onda nel salotto di Bruno Vespa. Le telecamere di Porta a Porta intervistano, a Montecarlo, un inquilino del «Palais Milton», l’edificio al 14 di boulevard Princesse Charlotte dove, al piano terra, abita il «cognato» di Fini, Giancarlo Tulliani. Il suo vicino è Fabrizio Torta, che spiega: «L’appartamento di Tulliani è identico al mio, 60-70 mq». Poi, Torta racconta ciò che ha visto nell’appartamento al rez de chaussée (piano terra), dove fervevano i lavori di ristrutturazione affidati alla ditta «Tecabat» di Rino Terrana. Via-vai di operai. Polvere. Martelli e trapani che addirittura procurano danni alla sua proprietà. E una «bella donna»: «Mesi fa vidi una signora bionda, estremamente appariscente, occuparsi della ristrutturazione. Dai giornali scoprii poi che era la compagna del presidente Fini».


Un riscontro ulteriore alle altre testimonianze che il Giornale aveva raccolto nel Principato nei mesi scorsi. L’altro «compagno di pianerottolo» di casa Tulliani, Giorgio Mereto, per citare un esempio. L’uomo, che a Palais Milton ha un ufficio confinante col terrazzo di quella casa, aveva raccontato di aver visto per le scale sia Fini che una signora bionda, identificata con Elisabetta dopo averne visto la foto su internet.
Il dettaglio della presenza di Elisabetta nella casa mentre il cantiere era in piena attività, se confermato, non è certo di poco conto. Come è noto, il suo compagno Gianfranco Fini ha sempre negato di aver saputo alcunché di quell’appartamento al di fuori della prima compravendita, «procacciata» dal «cognato» Giancarlo Tulliani. E di aver saputo solo tempo dopo, proprio da Elisabetta e con «sorpresa e disappunto», che il giovane Giancarlo ci fosse andato ad abitare. Ma non è tutto. Sempre nella puntata di Porta a Porta andata in onda ieri sera, un altro dei testimoni scovati dal Giornale, il noto costruttore italiano Luciano Garzelli (a cui si era rivolto l’ambasciatore Mistretta quando Tulliani gli aveva chiesto nomi di imprese per ristrutturare la casa) ha confermato il ruolo di Elisabetta: «Anche gli operai sul cantiere la videro più volte mentre assisteva ai lavori». Era lei, a quanto dice il titolare del colosso monegasco delle costruzioni Engeco, che coordinava e seguiva l’andamento dei lavori nell’appartamento occupato - all’insaputa di Fini - dal fratellino: «Mi telefonò parecchie volte, anche se non ci siamo mai conosciuti di persona», aggiunge Garzelli. Telefonate che si sommano a una serie di e-mail di un architetto romano di fiducia della compagna del presidente della Camera, nelle quali il professionista, sempre per conto di Elisabetta, chiedeva di intervenire per eliminare tramezzi e ampliare stanze. Prima ancora di parlare con Porta a Porta, già al Giornale, Garzelli non era stato avaro di dettagli, spiegando che le prime e-mail risalivano al giugno del 2009: via libera al preventivo da parte dell’architetto della Tulliani, tranne le forniture (piastrelle, mobili, la cucina).

Che i familiari di Fini hanno voluto portarsi dall’Italia. Dettaglio, come si ricorderà, confermato anche da Davide Russo, ex dipendente del centro arredi Castellucci di Roma, che a questo quotidiano raccontò che Elisabetta si occupò di acquistare gli arredi per «una casa all’estero», e che fu richiesto un trasporto particolare, non solo per i mobili ma anche per materiali da costruzione.

Ancora un nuovo tassello che sembra trovare riscontro. Ancora un colpo al «non c’entriamo» dei Tullianos. E se Fini dubita del «cognato», a questo punto dovrebbe dubitare anche di «Ely». O no?
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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Mer Ott 06, 2010 2:35 pm

Troppo forte Mario Giordano.
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Fini è diventato il Cav dei poveri

Il leader Fli rivendica potere assoluto

Dunque, se ho capito bene, Fini ieri ha fondato un partito dal quale per prima cosa escluderebbe Fini. Lo ricordate il vecchio motto di Groucho Marx? Diceva: “Non mi iscriverei mai ad un club che mi accettasse tra i suoi soci”. Ecco, appunto: ieri il presidente della Camera era su quella lunghezza d’onda, ma non diteglielo che sennò si monta la testa. Che ci volete fare? Da qualche tempo quando sente parlare di un qualsiasi Marx si emoziona. Comunque era molto marxiano (nel senso del comico), raccontano quelli che hanno avuto modo di ascoltarlo: “Voglio un partito unito, senza scissioni, senza liti, senza personalismi”, diceva. Senza Fini, appunto. “Siamo tutti sulla stessa barca”, ha aggiunto, “bisogna stare uniti e remare nella stessa direzione”. Che è un po’ come se Giuda, subito dopo il famoso bacio, avesse chiamato a raccolta gli apostoli nel nome della lealtà, gridando: “Basta con questi traditori”.



Non vuole colonnelli, Gianfranco, non vuole ribellioni, probabilmente non vuole nemmeno dibattito interno, come non ne ha mai voluto in Alleanza nazionale. Diceva che il Pdl era una caserma, adesso vuol fare di Futuro&libertà una nave: ma trattasi di nave scuola o di galera? Difficile dire, per il momento. Certo che è bizzarro l’appello di Fini: sta fondando un partito che nasce sul dissenso, anzi: per rivendicare il diritto al dissenso, e per prima cosa che fa? Cerca di impedire altre forme di dissenso. Per esserne sicuro, per altro, non accetta nemmeno cofondatori, corre alla Fausto Coppi, un uomo solo al comando, così evita il rischio di trovarsi qualcuno che mentre parla, magari durante una direzione nazionale, si alza in piedi e gli punta il dito contro, minacciandolo “Altrimenti che fai? Mi cacci?”. Che dite? La scena vi ricorda qualcosa? Beh, in effetti, come dicevano i vecchi, che sono sempre saggi: chi di scissione ferisce, di scissione perisce. Il timore, da quelle parti, dev’essere forte: futuro&libertà, d’accordo, ma intanto, nell’attesa di avere un futuro, meglio cominciare con il non avere troppa libertà.

In fondo è chiaro: l’obiettivo del presidente della Camera era quello di avere il suo partito strapuntino, il gadget con il simbolo attorno, un luogo politico dove poter cantare “e qui comando io, e questa casa mia, ogni di’ voglio sapere chi viene e chi va”. Gigliola Cinquetti for ever, insomma. “Quando la luna/ la cambia i color/ vieni che è l’ora/vieni che è l’ora”. Per Gianfranco l’ora, evidentemente, è arrivata, la luna e il suo passato hanno cambiato di colore. E il carattere pretestuoso di tutta l’operazione è facile da dimostrare: se davvero al caro presidente stava a cuore la navigazione, perché “siamo tutti sulla stessa barca” non ha cominciato a dirlo qualche settimana fa? Perché adesso invita tutti a “remare nella stessa direzione” e invece finora invitava a remare in direzione opposta e contraria, con la stessa coordinazione di una manciata di piume d’oca finite per caso in centrifuga?

In realtà è tutto chiaro, ormai: Fini voleva avere il suo localino privato, il suo piccolo feudo personalizzato, un logo da mettere sulla camicia come le iniziali di famiglia, lo stemma araldico della casata dei Tullianos. Il suo partito, insomma, anche se a lui adesso non piace chiamarlo così. No, la parola “partito” non è elegante, nei salottini chic non gliela perdonerebbero mai. E così usa un’espressione innovativa, che fa il suo ingresso trionfale in quest’autunno della politica e dell’umore: “Movimento di opinione organizzato”. Perfetto, no? Non partito, ma movimento di opinione organizzato. E’ come se uno dicesse: non gioco a palla, gioco con uno oggetto sferico ricoperto di cuoio e atto ad essere preso a pedate. Oppure: non infilo le pantofole, ma infilo delle calzature molto comode solitamente usate per il relax domestico. A’ Gianfra’, per cortesia, parla come mangi. O stiamo giocando alla settimana enigmistica?

Una certa contorsione linguistica, per altro, è evidente in tutto il discorso di Fini, che nei panni dell’ostetrico non si trova a suo agio (meglio in quelli del becchino, a quanto pare, almeno da come ha progressivamente seppellito i valori della sua tradizione…): “La riunione di oggi”, avrebbe infatti detto, secondo quanto riporta l’agenzia Agi, “è una delle più importanti per arrivare al percorso che ci porterà al nuovo soggetto politico, che oggi viene concepito e poi crescerà più avanti”. E che è? De Mita in sedicesimo? La reincarnazione dello spirito di Fanfani? “Arrivare al percorso che ci porterà”? Non siamo nemmeno ancora arrivati al percorso? E perché il “nuovo soggetto politico” oggi concepito crescerà solo più avanti? E’ una fecondazione assistita? E assistita da chi, di grazia? “Quello che ci serve adesso”, ha concluso Fini, “è lo sforzo di elaborazione del messaggio individuando innanzitutto un manifesto valoriale”. Ecco sì, appunto: lo sforza, l’elaborazione, il messaggio. E il manifesto valoriale. Ma anche un traduttore politichese-italiano, magari.

Per il resto, però, alcune cose sono piuttosto chiare. Intanto è evidente che Fini non vuole colonnelli né sottotenenti: si basta da sé come generale factotum.. Non vuole nemmeno personalismi né gelosie, dal momento che riesce a produrne da solo in abbondanza. Poi non vuole nemmeno né falchi né colombe: avendo già uccellato gli italiani non vuol più saperne di altri volatili. “Il nuovo soggetto non sarà un An in piccolo ma un Pdl in grande”, ha aggiunto gonfiandosi come un palloncino colorato. Come faccia a fare un Pdl in grande con Granata, Bocchino e Briguglio è difficile da dire, ma il presidente della Camera ormai è lanciato e non si ferma più, anche se nel frattempo aspetta con ansia il manifesto valoriale e l’elaborazione del messaggio: “Ho passato il guado, non commetterò gli errori del passato”, dice. Si capisce: se non altro non litigherà più con il leader del suo partito, essendo egli medesimo leader unico e indiscutibile. A meno di clamorose crisi di schizofrenia, naturalmente. E intanto “prepariamoci alle urne”, perché è pur vero che “siamo tutti sulla stessa barca”, ma intanto la barca del governo è meglio se affonda, compresi i ministri di F&L che ci stanno sopra. Così va il mondo di Gianfry: la seduta è tolta, arrivederci alle prossime tappe, che naturalmente “serve per arrivare al percorso”. A novembre tutti a Perugia, poi a gennaio a Milano. “A me piace giocare in trasferta”, dice Fini. Sarà. Però, per essere uno che gioca in trasferta, non sembra disposto a muoversi troppo dalla sua poltrona.

Mario Giordano




http://www.tgcom.
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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Mer Ott 06, 2010 9:36 pm


Ancora un nuovo tassello che sembra trovare riscontro. Ancora un colpo al «non c’entriamo» dei Tullianos. E se Fini dubita del «cognato», a questo punto dovrebbe dubitare anche di «Ely». O no?
[/quote]


Ho appena sentito che la "Ely" ha querelato Porta a Porta.

Bene, sono certo che Porta a Porta accetterà la querela, credo anche i due testimoni, perchè in questo modo, tempi lunghi che gli avvocati di Ely conoscono bene e quindi "un'autodifesa non costa niente, oggi, e non si nega mai al cliente", anche nel tempo che trascorrerà, alla fine la sentenza ci sarà, eccome se ci sarà.

GianFrego, dimettiti, fai miglior figura.
[/b]
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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Gio Ott 07, 2010 10:28 am

Per quelli che chiedevano ( perchè non leggono ) come mai sono 2 giorni ( e non era vero ) che in prima pagina non ci sono notizie su Montecarlò ?

La prima risposta, già detta che non era vero, è perchè si è scritto anche di cose ( come oggi ) che riguardano anche altre cose che la Terza carica dello Stato NON averbbe dovuto fare o permettere e oggi le si confermano, mica si nascondono.

Link di articoli che secondo il sottoscritto sono collegati, alla faccia dei "presunti intellettuali che galleggiano" : ma non perchè sanno scrivere e cambiare le carte in tavole, eh, perchè è "la materia di cui sono fatti" che lo permette.

Buona giornata.

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http://www.ilgiornale.it/interni/macche_007__scandalo_lho_scoperto_io/07-10-2010/articolo-id=478410-page=0-comments=1



http://www.ilgiornale.it/interni/fini__29_ce_maggioranza_anche_senza_fli/07-10-2010/articolo-id=478412-page=0-comments=1


http://www.ilgiornale.it/interni/lady_fini_la_tulliani_querela_porta_porta_e_segreto_vede_gianfranco_camera/07-10-2010/articolo-id=478421-page=0-comments=1


http://www.ilgiornale.it/interni/confessa_anche_larchitetto_tulliani/07-10-2010/articolo-id=478409-page=0-comments=1



Ed infine, leggete anche questa, che non è nuovissima, ma....


http://www.ilgiornale.it/interni/quellavvocato_che_lega_fini_monaco_e_slot_machine/07-10-2010/articolo-id=478418-page=0-comments=1
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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Sab Ott 09, 2010 7:32 pm

Qui c'è un articoletto sulla TullianFineide molto buono.


http://www.daw-blog.com/

Saluti.
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http://www.ilgiornale.it/interni/casa_montecarlo_quelle_mail_che_smontano_teorema_santoro/12-10-2010/articolo-id=479471-page=0-comments=1

Messaggio  Luciano Baroni il Mar Ott 12, 2010 9:54 am

lol!
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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Mar Ott 12, 2010 9:57 am

Very Happy Finalmente è tornato a posto il tutto
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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Mar Ott 12, 2010 10:57 am

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Re: TullianFineide.

Messaggio  Alias il Gio Ott 14, 2010 6:04 pm



micino,non sprecare energie e attento ai topi. Sad
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Foglio di personaggio
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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Gio Ott 14, 2010 8:12 pm

Ahahahah, quelli fanno sempre una brutta fine, senza nemmeno l'archibugio.

Tieni conto che non è uno come me, al quale dicevano "tornate nelle fogne".

Ehhhhh................. Very Happy
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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Ven Ott 15, 2010 1:44 pm

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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Lun Ott 18, 2010 9:24 am

La "saga" continua, se volete leggere sulla home, questi gli articoli.

Buona giornata ( anche all'idiota vero e non virtuale del Blog di Crespi" ).
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Debutta il partito della legalità E Fini assolda l’ex tangentista

di Francesco Cramer - 08:00
Alfredo Vito detto «mister 100mila preferenze» entra nel Fli: «Mi iscrivo, ho parlato con Gianfranco». Il presidente della Camera, imbarazzato, finge la lite con Bocchino


«Quell’inchiesta non ci piace» La biblioteca censura il Giornale
di Giacomo Susca - 08:00
Odiosa censura o solidarietà balneare? Il presidente della Camera se ne sta sui lidi di Ansedonia per le ferie agostane mentre impazza lo scandalo dell’appartamento monegasco finito al «cognatino», intanto qualcuno negli uffici comunali di Forte dei
La stima dei pm: ok, il prezzo non è giusto

di Massimo Malpica
ore 08:00
La perizia inviata dai magistrati del Principato ai colleghi di Roma confermerebbe che la casa nel 2008 valeva un milione, cioé tre volte di più della cifra a cui An l’ha venduta. E ora per Fini l’archiviazione si fa più difficile

IL LEADER DELLA DESTRA 4 FRANCESCO STORACE

di Massimiliano Scafi
ore 08:00
Roma«Fini chi?» Come, chi? Gianfranco, il presidente della Camera, quello che ha fondato An e di cui lei, Francesco Storace, è stato per tanto tempo il braccio destro... Dovrebbe conoscerlo benissimo. «Ah, quello. Ma non so se è lo stesso che conosco
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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Gio Ott 21, 2010 1:07 am

Un "utile idiota" mi ha ricordato che non ho postato niente.

Dato che mi dispiace quando non ha niente da fare, lo aiuto a leggere e così, dopo, qualche altra idiozia la leggiamo da altra parte.

Non ci vuole mica niente per farlo contento.
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Faccia di bronzo



Scritto da jimMomo

Tuesday 19 October 2010



...

Davvero una notevole faccia tosta quella di Fini. Anche noi siamo «delusi dalle promesse mancate di quella che nel 1994 appariva come una vera e propria rivoluzione liberale e modernizzatrice di cui purtroppo non si è visto fino a oggi alcuna traccia duratura». Ma è il colmo che a intestarsi il ruolo di portavoce di quella delusione sia addirittura Fini, che fino ad oggi si è distinto per un efficace contributo ad affossarla, ritardarla, annacquarla in ogni modo, quella "rivoluzione" promessa.

Che si trattasse delle due-tre aliquote fiscali, della riforma della giustizia (in particolare, la separazione delle carriere), del lavoro e delle pensioni, o delle riforme istituzionali (vedi Bicamerale), o di federalismo, Fini era tra i molti, e a volte il principale, a mettersi di traverso. Sulla giustizia è ancora così, mentre gli altri temi di quella "rivoluzione liberale" berlusconiana sono stati nel tempo accantonati.

E' legittimo cambiare idea, ma le sue repentine e continue svolte e contro-svolte sono apparse puramente strumentali, al solo scopo di ergersi a controcanto di Berlusconi, di giocare da vera e propria spina nel fianco, ricostruendo la propria identità politica in opposizione al Cav. E a fronte di un legittimo percorso di "cambiamento", le manovre di Fini appaiono in tutto e per tutto immerse nelle logiche della Prima Repubblica, quando nella Dc le correnti minoritarie facevano di tutto per logorare il presidente del Consiglio di turno.

Sulla presunta volontà modernizzatrice di Fini una pietra tombale la getta, nella sua replica, Galli Della Loggia:

«Se per esempio il presidente della Camera avesse continuato a predicare la necessità del presidenzialismo con la forza e l'insistenza con cui l'ha fatto per tanto tempo, a nessuno oggi verrebbe in mente di collocarlo tra i custodi delle regole, dei tic e dei tabù della prima Repubblica. Ma non mi pare proprio che l'abbia fatto o che lo stia facendo. All'opposto, gli ammonimenti di inamidato buonismo e i precetti politicamente corretti che va dispensando regolarmente lo stanno rendendo degno del miglior Scalfaro d'annata».

E adesso Fini potrà appuntarsi al petto anche la "riabilitazione" che gli concede Adriano Celentano. Che il Corriere della Sera debba pubblicare una paginata intera dei deliri di Celentano dà la misura dei mala tempora qui currunt. Detto questo, se fossi in Fini mi preoccuperei di far parte del personale Pantheon del cantante in compagnia della Fiom, di Grillo, di Di Pietro e di Santoro. Celentano incorona Fini come il «Leader nuovo», «in grado di dialogare e mettere insieme, sulla via della LIBERTÀ e della DEMOCRAZIA, quello che di BUONO c'è, qua e là nei vari movimenti e partiti». E su «quello che di buono c'è» Celentano non ha dubbi: dalla protesta rispettosa (?) della Fiom alla «purezza» dei grillini, da Di Pietro a Santoro. D'altronde, «per essere nuovi - c'insegna il molleggiato - non c'è bisogno di cambiare la faccia, basta RISORGERE DENTRO». Risorto dentro: è questa l'immagine con cui Celentano eleva l'ex leader di An dalle fogne dei fascisti. Una riabilitazione un po' umiliante... Contento Fini...



http://jimmomo.blogspot.com/


http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=30160

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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Gio Ott 21, 2010 1:28 am

Ma guarda cosa c'è in giro.
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D’Alema ora chieda le dimissioni di Fini
Scritto da Bartolomeo Di Monaco
martedì 19 ottobre 2010

...A D’Alema gli è scappata. Dopo aver visto il servizio sulla villa di Antigua, acquistata da Berlusconi, andato in onda nel programma Report, si è lasciato trascinare dalla sua natura di doppiopesista, affinata alla scuola delle Frattocchie.
Ha subito lanciato il dicktat: Berlusconi si dimetta.

Ma siccome Berlusconi ha fatto tutto in modo scoperto e regolare, e di quella casa si sa bene chi è il proprietario, ossia lui medesimo e non una società off-shore che ne nasconda l’identità, come nel caso dell’alloggio di Montecarlo, D’Alema ha sbagliato il bersaglio. Ma ancora non se n’è accorto, ingannato dall’antiberlusconismo. Le dimissioni doveva e deve chiederle a Fini, che ha combinato un pasticcio da disonorare la carica che ricopre. Ha svenduto una proprietà non sua a vantaggio del cognato. Non vede la differenza? Tanto è vero che è in corso un’indagine promossa da vecchi iscritti di An per truffa aggravata. Insomma, in realtà D’Alema sa bene di perdere la faccia, ma gli hanno insegnato che quando c’è da abbattere l’avversario, ne vale la pena. La gente dimentica presto.

Certo che dimentica presto, ahimè. Ma oggi che la faccenda è fresca di giornata, ci si domanda: D’Alema si è svegliato solo ora? Perché in estate non ha fatto sentire la sua voce e non ha chiesto le dimissioni di Fini?

Eppure il caso Fini è assai più grave. Lo abbiamo spiegato ieri a chi volesse confondere le idee. Fini ha perfino mentito, e per due volte, agli italiani. Mentre sulla proprietà di Antigua fioccano dichiarazioni insospettabili circa la regolarità dell’acquisto (qui, qui e qui).

Più passano le ore e più mi convinco che il servizio di Report si stia trasformando in un boomerang, mettendo allo scoperto il nulla che sta dietro all’opposizione.

Insomma, lo scioglimento nel giro di 24 ore di tutti gli interrogativi posti da Report dimostra la trasparenza dell’operazione, e mette in risalto, per contrasto, quanto invece sia inquietante la vicenda di Montecarlo, che attende risposte da più di due mesi.

Anche l’attacco massiccio che certa magistratura sta muovendo contro i giornali di centrodestra, la dice lunga sul tentativo dell’opposizione di salire al potere a prescindere dalla volontà degli elettori.

Che cosa è tutto questo pasticcio, se non un attacco alla democrazia? Che cos’è se non un maldestro tentativo di eversione camuffata?

www.bartolomeodimonaco.it




p.s. http://linkati2lu.files.wordpress.com/2010/10/bye.doc
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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Sab Ott 23, 2010 12:18 pm

Non è mica finita la TullianFineide, oggi si conferma "più viva che mai" : a Napoli si è "concretizzato un sogno", come per Woltere con le figurine Panini : anche GianFrego e la Ely nel Presepe, figurine a gogò.

Ma non solo :


http://linkati2.files.wordpress.com/2010/08/denuncia-di-pericolo-islam.doc


Adesso è più chiaro il concetto di Dio-Patria-Famiglia.

Buona giornata.
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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Lun Ott 25, 2010 9:21 am

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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Mer Ott 27, 2010 10:02 am

Non mi pareva giusto scrivere ieri, saputa la notizia, anche se qualcosa da qualche parte l'ho commentata.

Questi sono i primi articoli, ovviamente non metterò quelli che "leccano" o nascondono la vera sequenza dei fatti, non ci servono nè sul piano politico ( sono a "difesa" di GianFrego ) nè su quello MORALE ( ovvio, chi lo "difende" di morale non ha niente ).

Buona giornata, soprattutto a quelli che hanno dimenticato la loro "professione giustizialista e morale" : tra qualche tempo, i "puri" sentiranno addosso la profezia di Nenni.



http://www.ilgiornale.it/interni/fini_indagato_segreto_e_mezzo_archiviato/27-10-2010/articolo-id=482785-page=0-comments=1


http://www.ilgiornale.it/interni/in_arrivo_nuova_campagna_veleni_berlusconi_mirino_ragazza_e_clima_dodio_fa_unaltra_vittima_portavoce_pdl_preso_pugni_strada/27-10-2010/articolo-id=482776-page=0-comments=1


http://www.ilgiornale.it/interni/parassiti_ma_gianfry_pensa_suo_cognato/27-10-2010/articolo-id=482778-page=0-comments=1


http://www.ilgiornale.it/interni/staiti_scudiero_vizio_demolire_suo_capo/27-10-2010/articolo-id=482796-page=0-comments=1

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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Mer Ott 27, 2010 11:54 pm

Poi chiunque può far finta di niente, ma alla lunga la paga, pesante.


mercoledì 27 ottobre 2010, pagina 1



Quella corsa al cavillo salva-Gianfranco
di FRANCO BECHIS

Gianfranco indagato Ma per due mesi nessuno l'ha detto

I magistrati di Roma avevano mandato a Fini un avviso di garanzia per truffa. Questa volta però toghe e giornaloni non hanno fatto uscire la notizia



LA SCAPPATOIA

Una legge del 2006 esonerò gli amministratori dei partiti dalla responsabilità per le obbligazioni contratte in nome di tali organizzazioni. Il prezzo della casa di Montecarlo? Ok, non è giusto. Ma questo non interessa la procura. Il compratore? Potrebbe essere Giancarlo Tulliani o chiunque altro. Ma questo non interessa la procura. Gianfranco Fini e gli amministratori di An potevano anche regalare avessero voluto la casa a fratelli, sorelle, amanti, amici. Fatti loro e degli iscritti di quel partito, che per la legge di fatto non esiste: è un'associazione giuridica non riconosciuta.

È questo il succo della decisione alla don Abbondio proposta ieri dal procuratore di Roma, Giovanni Ferrara e dal suo aggiunto Pierfilippo Laviani, a cui proprio gli iscritti di An avevano presentato una denuncia per truffa.

I magistrati di Roma hanno iscritto nel registro degli indagati Fini e il segretario amministrativo di An, Francesco Pontone, blindando per la prima volta nella storia della giustizia italiana un segreto che da anni sfugge ad ogni procura, Roma compresa. Dopo averci pensato su un paio di mesi, hanno però realizzato che quella indagine non spetta a loro. Per carità, ipotesi di violazione del codice ci sono, ma è roba da tribunale civile. Gli iscritti di An che vogliono avere giustizia hanno semplicemente sbagliato porta a cui bussare.

Rispetto ai tempi della giustizia italiana due mesi sono poco più di un secondo. Ma questi benedetti procuratori, se già sapevano che non era cosa loro, perché non l'hanno detto subito risparmiando tempo e fatica a tutti? Perché hanno fatto due rogatorie, speso molti soldi dei contribuenti, pagato consulenti per fare traduzioni e analizzare i documenti arrivati, se il responso finale è "avete sbagliato porta, non tocca a me decidere"? Perché oltretutto i due procuratori mica danno l'assoluzione al povero Fini dicendogli "va in pace, figliolo!".

Il tarlo del dubbio
Macchè: pur giurando che non è compito loro valutare, infilano nel loro comunicato di ieri il tarlo del dubbio, e perfino un giudizio malizioso. Dicono questi benedetti procuratori che effettivamente in una delle rogatorie la borsa immobiliare di Montecarlo dice che sì, le case di quel tipo nel 2008 venivano vendute a un prezzo che era tre volte quello ottenuto da Fini. Poi si lasciano scappare: se Alleanza Nazionale fosse stata una qualsiasi società per azioni, allora sarebbe applicabile l'articolo 2634 del codice civile, sulla infedeltà patrimoniale. Si procederebbe contro Fini e Pontone che rischierebbero perfino la galera: da sei mesi e tre anni. Ma An non è una società. È un partito politico. E cosa è un partito politico? Nulla. È una "associazione non riconosciuta". Né carne, né pesce. Come i sindacati. Possono fare tutto in barba alla giustizia. E noi pm poverini? Abbiamo le mani legate.

Un capolavoro! Nel giro di poche righe di un comunicato i procuratori di Roma sono riusciti ad assolvere e condannare a un tempo solo Fini. Perché prima hanno detto: "reato? non ci riguarda, abbiamo le mani legate". Però poi hanno aggiunto: "cari ex An, forse siete stati davvero uccellati dal vostro leader. Perché quella casa è stata venduta a 300 e sulla carta valeva 900. Potreste avere diritto a quei 600 che mancano. Ma non dovete chiederli a me, rivolgetevi alla porta accanto dal giudice civile e ricominciate tutto da capo. Se avrete fiducia, magari riavrete i vostri soldi".

Risolto qualcosa? Proprio nulla. Perché non si può dire che la casa di Montecarlo sia una questione solo etica o politica: c'è una procura penale che invita a rivolgersi al tribunale civile. Resta quindi una questione giudiziaria. Con un mistero non da poco: ma che ha fatto allora tutto questo tempo la procura di Roma per occuparsi di un caso che ora dice che non le compete? Le rogatorie in sé erano inutili: soldi spesi con una certa generosità, in momento di ristrettezza di bilancio. Probabilmente i magistrati avranno compulsato freneticamente i precedenti giuridici per cercare di togliersi dalle scatole- come hanno fatto- questa patata bollente.

Norma ad hoc
E consultando sicuramente hanno trovato una leggina ad hoc che ha fatto approvare nel febbraio 2006 lo stesso Fini da vicepremier, insieme a tutto il governo allora guidato da Silvio Berlusconi. Era un emendamento al mille proroghe dell'epoca, su cui fu messa la fiducia, che stabiliva "l'esonero degli amministratori dei partiti e movimenti politici dalla responsabilità per le obbligazioni contratte in nome e per conto di tali organizzazioni, salvo che abbiano agito con dolo o colpa grave". Nessuno capì a cosa sarebbe servito, e certo allora non era immaginabile la vendita da parte di An della casa a Montecarlo poi finita in mano a Giancarlo Tulliani. Ma a un magistrato esperto come Ferrara non può essere sfuggito che sulla base di quella norma la prima sezione della Cassazione con la sentenza 14612 del 2009 ha graziato Franco Nicolazzi e mezzo gruppo dirigente del vecchio Psdi per un contenzioso che avevano con il Monte dei Paschi di Siena. Fini e Pontone sono irresponsabili davanti alla legge grazie a una legge penale che loro stessi si sono fatti, certo, insieme a tutto il centrodestra. Perché i partiti sono "associazioni non riconosciute" e i loro amministratori "non responsabili". Non a caso il governo di centrosinistra nel 2000 li ha espressamente esclusi dalla legge sulla responsabilità amministrativa delle società. Per questo la procura ha scelto di circoscrivere lo scandalo della casa a Montecarlo come una bega fra soci del circolo di scacchi. Dove i defraudati- lo fa capire la stessa procura- hanno probabilmente subito un torto. Ma ci vorrà una vita per sperare di avere giustizia, perché i tempi del processo civile rimanderanno tutti a fra qualche legislatura.

http://www.rassegnastampa.comune.roma.it/View.aspx?ID=2010102716998886-1
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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Mer Ott 27, 2010 11:56 pm

Montecarlo: difficile vedere con gli occhi chiusi



Scritto da Gianni Pardo

mercoledì 27 ottobre 2010



Franco Bechis, su Libero riporta (o formula) le ragioni per la richiesta di archiviazione del processo per truffa aggravata per il quale sono indagati Gianfranco Fini e Francesco Pontone (come si è finalmente saputo). Egli sostiene che i due non possono essere perseguiti perché, secondo una “leggina” approvata nel febbraio del 2006 nel decreto “mille proroghe”, si ha “l’esonero degli amministratori dei partiti e movimenti politici dalla responsabilità per le obbligazioni contratte in nome e per conto di tali organizzazioni, salvo che abbiano agito per dolo o colpa grave”.

E allora il ragionamento dei magistrati sarebbe il seguente. Non c’è stata truffa perché nessuno è stato ingannato (sarebbe da vedersi, ma lasciamo correre). Non c’è infedeltà patrimoniale (Art. 2634 C.c.) perché An non è una società. E anche ad ammettere che sia una persona giuridica (aggiungiamo noi, perché diversamente non avrebbe potuto ereditare) e che sia una società di fatto, lo stesso Fini e compagni non potrebbero essere chiamati a rispondere delle loro azioni a causa di quella legge del 2006.

Argomentazione erronea.
Innanzi tutto la compravendita di un immobile non ha niente a che vedere con le obbligazioni: si tratta di un contratto reale con valore istantaneo e non di un impegno obbligazionario. In secondo luogo, l’esimente vale sempre che non si sia in presenza di dolo o colpa grave. E come si può non ipotizzare il dolo o la colpa grave, se si vende un bene per un terzo del suo valore? Ci si può sbagliare per il dieci per cento, per il venti per cento, per il trenta per cento, ma chi si sbaglia, vendendo un immobile, del trecento per cento?

Dunque tutto il problema - sempre che il gip archivi il procedimento per truffa - si riduce alla natura giuridica di An e di ogni altro partito. Sappiamo già che è persona giuridica e che è la parte lesa, dal punto di vista economico, di quanto avvenuto. Ma è una società di fatto? Rientra nella previsione dell’art. 2634? L’intervento dei competenti sarebbe molto gradito.
Franco Bechis ironizza poi equiparando un partito politico alla società amici degli scacchi. Ma gli si può chiedere appunto: se il Tesoriere di questa associazione vende il mobilio dell’associazione per trecento euro, mentre ne vale sicuramente novecento e forse duemila, siamo sicuri che non commette nessun reato? O è lecito il dubbio che tutto diviene invisibile a chi chiude gli occhi?giannipardo@libero.it Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

Le contestazioni argomentate sono gradite e riceveranno risposta.




http://www.legnostorto.com/index.php?option=com_content&task=view&id=30239
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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Gio Ott 28, 2010 9:45 am

Chiunque può avere piacere o meno sulla vita politica, chiunque può ritenersi al di sopra di tutto, chiunque può pensare che la "giustizia" sia un fattor dirimente nella vita civile con le sue regole : ecco, l'ultima che ho scritto : sue regole ! Ma non quelle di tutti.

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FINI PROTETTO DAL CORO DEI FALSARI
ore 08:00
Per i maestrini del giornalismo il caso Tulliani è archiviato. E invece no: svendere e dare al cognato una casa del partito non è solo un fatto da codice penale, ma prima di tutto una schifezza. Che nessun giudice può seppellire
http://www.ilgiornale.it/interni/fini_protetto_dal_coro_dei_falsari/28-10-2010/articolo-id=483028-page=0-comments=1


Ecco cosa non torna nell’inchiesta-lampo che vogliono chiudere
ore 08:00
Perché il prezzo di vendita è diventato di competenza del giudice civile? E perché non è stato convocato Tulliani?
http://www.ilgiornale.it/interni/ecco_cosa_non_torna_nellinchiesta-lampo_che_vogliono_chiudere/arte-critica/28-10-2010/articolo-id=483029-page=0-comments=1


Tre mesi di ombre
ore 08:00
«Visto? Non c’era niente da temere». Il virgolettato è attribuito a Gianfranco Fini e lo riporta il quotidiano Il Messaggero. Sarebbe il commento del presidente della Camera alla richiesta d’archiviazione per l’inchiesta sulla casa di Montecarlo.
http://www.ilgiornale.it/interni/tre_mesi_ombre/28-10-2010/articolo-id=483032-page=0-comments=1


La causa civile? È praticamente impossibile La beffa della doppia vendita alle off-shoredi Stefano Zurlo - 08:00
La beffa della causa civile. Montecarlo addio, non solo sul piano penale. Il procedimento per truffa corre sul binario morto dell’archiviazione, la causa di risarcimento viene strozzata nella culla. E i militanti delusi, i vecchi di An che avevano
http://www.ilgiornale.it/interni/la_causa_civile__praticamente_impossibile_la_beffa_doppia_vendita_off-shore/28-10-2010/articolo-id=483030-page=0-comments=1
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Re: TullianFineide.

Messaggio  Luciano Baroni il Sab Ott 30, 2010 10:34 am

Pontone: "Vendere a 300mila? Fu Fini a stabilire quel prezzo"
08:00 Commenta
Tutti interrogati, tranne Fini e il cognato di Fini. Ecco i verbali con le deposizioni dei protagonisti dell’affaire monegasco.
PONTONE: «ARRIVARONO OFFERTE»
Partiamo con l’ex tesoriere Francesco Pontone,
http://www.ilgiornale.it/interni/il_caso_montecarlo/30-10-2010/articolo-id=483492-page=0-comments=1


Il bunga bunga di Fini

di Massimo De Manzoni
ore 09:02 Commenta
Adesso Gianfranco Fini deve dimet­tersi. Non perché lo diciamo noi, ma per­ché l’ha detto lui. Ricordate? Videomes­saggio stile Bin Laden del 26 settembre scorso: «Se dovesse emergere con certez­za che Tulliani è il proprietario della casa di
http://www.ilgiornale.it/interni/il_bunga_bunga_fini/30-10-2010/articolo-id=483673-page=0-comments=1


I favori dei pm a Gianfranco, indagato per un giorno solo

ore 08:00 Commenta
Altro che gogna mediatica e fughe di notizie: per il presidente della Camera l’inchiesta più segreta e veloce della storia. Aperta e chiusa in meno di 24 ore
http://www.ilgiornale.it/interni/i_favori_pm_gianfranco_indagato_giorno_solo/30-10-2010/articolo-id=483490-page=0-comments=1


In Procura la prova: la casa è di Tulliani

di Gian Marco Chiocci
ore 08:00 Commenta
Nella registrazione e nel contratto d’affitto dell’appartamento le firme di proprietario e inquilino sono le stesse Anche i pm di Roma, che avevano smentito «il Giornale», ora sono costretti ad ammettere: «Appaiono identiche»
http://www.ilgiornale.it/interni/in_procura_prova_casa_e_tulliani/30-10-2010/articolo-id=483493-page=0-comments=1
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