Le fregnacce di Gimand

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Re: Le fregnacce di Gimand

Messaggio  Gregor il Mar Mar 31, 2009 7:38 pm

Caro nix,
non preoccuparti per le accuse di "insider trading", reato tanto facile da contestare quanto difficile (se non impossibile) da provare.
Dicci piuttosto dove si trova quella tua pizzeria, che una bella "margherita" lì me la voglio far fare anch'io.
Sarà la volta buona che, quando andrò a dormire dopocena, anch'io riuscirò a rimediare qualche buona "dritta" per i miei futuri investimenti in campo finanziario.




E, non soltanto io: pensa anche ai "poveri" manager delle banche americane ed europee.
[/quote]

Ciao Nix!
Ricordo che tempo fa parlasti della pizza più buona del mondo. Parlasti anche della pizzeria a Bardino che si da al caso, sia proprio a quattordici passi da casa mia.
Quand'è che ritorni da queste parti???

AVVISAMI!!!


geek lol! geek lol! geek lol! geek lol!

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Re: Le fregnacce di Gimand

Messaggio  nix il Mar Mar 31, 2009 10:07 pm

Ciao Nix!
Ricordo che tempo fa parlasti della pizza più buona del mondo. Parlasti anche della pizzeria a Bardino che si da al caso, sia proprio a quattordici passi da casa mia.
Quand'è che ritorni da queste parti???
AVVISAMI!!!
Ciao Greg. Sei vicino alla villa della buonanima di Funari? Comunque era a Ranzi la pizzeria. Lavoravo a Pietra nel periodo invernale, ripristinavo facciate in subappalto dei condomini dei vacanzieri. Adesso devo correre nel mio altrimenti il direttore (e il perito) mi sfuggono. Per adesso sono arrivato al piano-terra.
Come è:

Come (spero) sarà:

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Mario Chiesa: chi non muore si rivede

Messaggio  Gimand il Mer Apr 01, 2009 5:04 pm

Mario Chiesa ci ha riprovato: questa volta, invece di incassare le mazzette, le distribuiva.
Secondo l’accusa, avrebbe controllato le gare d’appalto per lo smaltimento dei rifiuti, vincendole al ribasso, per poi recuperare con gli interessi. Tonnellate di rifiuti smaltiti, ma solo sulla carta. Con costi finali gonfiati del 10 - 13%. Il tutto, naturalmente, con la complicità di dipendenti di società pubbliche o parapubbliche, addetti ai controlli ed autisti di camion, ricompensati con buoni pasto, buoni benzina, capi d’abbigliamento ed altri bonus (compreso anche un consistente aumento della retribuzione).
A leggere le carte degli inquirenti, si scopre che si tratta di: “Un infallibile, ramificato e radicato sodalizio criminoso”, sodalizio criminoso tipico di “Una personalità criminale”, il quale “Non fa altro, con tutti gli interlocutori, che informarsi se c’è la possibilità di fregare sui pesi e che in caso contrario: “Il lavoro non gli sarebbe interessato”.
Così il “mariuolo” ce lo ritroviamo in mezzo ai piedi a distanza di 17 anni, sia pur con qualche variazione sul tema: allora era (almeno parzialmente) coperto dal PSI di Craxi; allora era un raccoglitore di tangenti; allora gli trovarono sui conti correnti in Italia dieci miliarduzzi di lire (ed altri ottocento milioncini in Svizzera); allora fu pescato da un PM chiacchierato ed ancora sconosciuto ai più: Antonio Di Pietro (e quest’ultimo fece del caso un piedistallo per la sua ascesa politica, che dura tutt’ora).
Ma come è possibile che un “ladro di stato”, segnato a dito come esempio di corruzione partitica, condannato per le ruberie presso il “Pio Albergo Trivulzio” ad una pena di soli cinque anni (parzialmente scontati), sia stato rimesso in libertà nel 2000, fresco come una rosa e pronto a ricominciare? Difatti ha ricominciato, quasi subito.
Se nel 1992 si fossero limitati a contestargli il reato oggettivo di corruzione, probabilmente gli avrebbero appioppato una quindicina d’anni di galera, dimodoché, appena uscito, si sarebbe guardato bene dal riprendere le antiche abitudini.
Invece, grazie alla legislazione “premiale”, non solo si fece un paio d’annetti di reclusione, ma nel 1997 fu affidato ai “servizi sociali” (con i suoi precedenti! Anche la “Baggina” era un servizio sociale, per la miseria!). Fu premiato con una detenzione all’acqua di rose perché offrì al “Pool di Mani pulite” la testa di Craxi e dei partiti a destra dell’ex PCI, su di un piatto d’argento.
Così, eccolo di nuovo in manette, questa volta per aver “ripulito” non i corridoi, le camere ed i WC del Pio Albergo Trivulzio, ma strade e piazze dei comuni che gli avevano affidato l’appalto. Aggiungerei che quella della spazzatura dev’essere una sua costante che oserei definire “Freudiana”, se non temessi di scrivere una fregnaccia sesquipedale: come tutti i criminali “Lombrosiani”, Chiesa ritorna sempre, in qualche modo, sui luoghi del delitto.
Diciassette anni fa, tutti pensammo che di Mario Chiesa era infarcita tutta la Pubblica amministrazione, però ci illudemmo (per poco) che con “Mani pulite” si fosse dato il segnale che si cambiava registro. No, si era fatta soltanto una discriminazione: si è fatto capire che, a certe determinate condizioni, con certi determinati partiti, con certe determinate “mazzette” e con certi determinati giudici, alcuni potevano rubare impunemente, altri, invece, no.
L’abilità (se così si può chiamare) di Mario Chiesa fu quella di averlo capito subito, appena arrestato, e di essersi regolato di conseguenza: appena in tempo.
Il tempo di metter su un'altra ruberia.
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Un problema al giorno per "Anatas"

Messaggio  Gimand il Sab Apr 18, 2009 7:52 pm

Il nostro amico Anatas è ricoverato. Non conosco la natura del suo male, credo che si tratti di una malattia cosiddetta "psicosomatica", cioè di un "logoramento" fisico dovuto ad uno stress di origine psicologica. Non essendo né medico, né psicologo, mi guardo bene dal pronunciare diagnosi di alcun genere: non sarebbe una "fregnaccia", sarebbe un tentativo di omicidio colposo.
Naturalmente gli ho telefonato questa mattina, trovandolo, almeno a voce, abbastanza sollevato e, com'è logico quando si ha a che fare con un malato, ho cercato di fargli coraggio.
Naturalmente credo di non esser stato l'unico, ci mancherebbe! Ma credo anche di avergli dato qualche buon consiglio.
Penso che debba capovolgere il suo modo di pensare e, di conseguenza, di agire. Dice un antico proverbio latino: "Balnea vina Venus corrumpunt corpora nostra, sed vitam faciunt balnea vina Venus" che significa: "I bagni, il vino e il sesso accorciano la nostra vita, MA SONO LA VITA". Al tempo degli antichi romani, per quelli che se lo potevano permettere, quelli erano i problemi: vivi e, nel contempo, vivendo, muori un po' alla volta. Dunque: il vivere accorcia la nostra vita? No, no, non può essere. Fino ad oggi, il nostro Anatas è quindi vissuto...morendo un po' alla volta, come diceva il proverbio latino che ho citato. Io gli ho detto che, al contrario, doveva porsi degli obbiettivi da raggiungere, di qui ad una settimana, di qui ad un mese, ad un anno o dieci anni. I problemi vanno prima cercati e poi vanno affrontati: lui "deve pensare come se dovesse campare cent'anni ed agire come se dovesse morire domani".
Ad Anatas ho raccomandato, in sostanza, di cercarsi dei problemi e porsi come obiettivo quello di risolvere quegli stessi problemi: "Pensa che tra una settimana, tra un mese, sarà tutto finito ed avrai qualcos'altro a cui pensare. Comincia a farlo da adesso!". Mi sembra lapalissiano che il "pensare" e poi il "fare", siano tipici delle persone vive o, perlomeno, delle persone che vogliano vivere.
Don Giussani, il fondatore di "Comunione e Liberazione", a conclusione di ogni suo discorso, sia che parlasse di Teologia, di politica, di letteratura o... di belle gnocche, augurava sempre ai suoi ascoltatori: "Vi auguro di avere un problema al giorno da risolvere".
Io, di mio, l'ho augurato anche ad Anatas.
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Capaci sì: di tutto!

Messaggio  Gimand il Mer Apr 22, 2009 8:32 pm

Gregor ha scritto:................Oggi nemmeno Obama, da abilissimo stratega qual'è, riuscirebbe a mutare lo scenario politico che si è venuto a creare in Italia, nemmeno lui riuscire a portare il PD in condizioni di poter assurgere alla guida della nazione.
Non sono e non mi reputo una mente politica, il solo termine"politica" mi provoca violenti conati di vomito, ma non credo che occorra essere degli esperti per dire che la sinistra italiana è definitivamente morta per mancanza di leader capaci, per mancanza di idee costruttive, per incapacità congenita di fare costruttiva opposisizione e non solo stupido ostruzionismo.


Gregor, scusami se ti rispondo soltanto ora e se, per motivi di spazio, ho sforbiciato senza pietà il tuo post.
In effetti, quello che a me più interessava era l'ultima parte.

  • Vero è che i guai generati dal "manipulitismo" ce li portiamo ancora appresso a distanza di più di quindici anni.
  • Vero è che le informazioni che allora fecero crollare i partiti della prima repubblica (meno l'ex PCI), sono state regalate alle Procure di mezza Italia, dalla CIA, grazie al sistema di spionaggio satellitare mondiale "Echelon"
  • Vero è che Di Pietro è una creatura dei nostri servizi segreti, creatura che s'è montata la testa.

  • Vero è che gli americani, da cinquant'anni a questa parte, mettono sistematicamente il naso nella nostra politica, non, ovviamente, per cattiveria (come vorrebbero far credere gli intellettuali sinistronzi), ma per cercar di costruire anche da noi una sinistra democratica ed affidabile.

  • Vero è che questi tentativi sono sempre finiti in un fiasco colossale, anzi, più loro hanno aiutato la sinistra ad evolversi, più quest'ultima è regredita politicamente ed intellettualmente: l'ultimo esempio è stato, appunto, "mani pulite", con tutto quello che ne è conseguito.

Premesso questo:
Nessuno mi vieta di pensare che anche l'amministrazione Obama non possa avere un'altra pensata come quella che ebbero, a suo tempo: John Kennedy, quando nel '63 obbligò Moro ad imbarcare i Socialisti al governo (seguirono quindici anni di disastri e Brigate rosse); Jimmy Carter, quando benedisse il "compromesso storico" ed ignorò i pericoli del terrorismo rosso in Italia (e non solo in Italia); George Bush padre e Bill Clinton, i quali (specialmente Bush), avviarono o permisero che si avviasse la "pulizia etnica" di "Mani pulite" con i metodi che ho citato sopra.
E tutto questo perché, da buoni "ignoranti" delle cose italiane, conoscendo la nostra società e la nostra storia in modo superficiale e stereotipato, quando avviano operazioni politiche di ampio respiro, come quelle che ho citato, combinano guai e solo guai.
I sintomi ci sono tutti: I sinistri sarebbero ora disposti a far del nostro paese il cinquantunesimo Stato dell'Unione (solo perché Obama è "abbronzato"? E quel giorno in cui gli USA rieleggeranno un repubblicano cosa mai faranno? La secessione?). Non è quindi da escludere che qualche "pasticciaccio brutto", nelle "segrete stanze" della Casa Bianca o di Langley (sede della CIA), lo stiano preparando, ai danni dell'attuale Governo e, alla lunga, visti i precedenti, ai danni della stessa sinistra e dell'Italia tutta.
Se, come dici tu, la sinistra dovesse morire per mancanza di leader capaci (capaci di che?) e per mancanza di idee costruttive, potrà sempre salvarsi per il fatto avere, al contrario, una sovrabbondanza di leaders capaci (di tutto) e di idee distruttive.
Naturalmente la sinistra può fare tutti i progetti che vuole e cercarsi tutti gli alleati internazionali che desidera. Però, dopo, le sue fesserie (e le fesserie delle amministrazioni USA che appoggiano simili "operazioni", se le appoggiano) le pagheremo tutti noi.
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Nuovo cinema Italia

Messaggio  Gimand il Lun Mag 11, 2009 11:33 pm

Ieri i miei cugini Argentini si sono involati verso casa loro.
Una settimana d'inferno per me e mia sorella: prima a Milano, per vedere l'"Ultima sopa" di Leonardo: sì, "L'ultima cena" in lingua spagnola; poi a mostrar loro dov'era nata la loro nonna (gemella di mia madre); quindi a Torino per vedere...udite udite la Mole Antonelliana (che esistesse a Torino il "Museo Egizio" manco lo sapevano).
Prima erano stati a Roma: visita al Papa ed al Colosseo (naturalmente i Musei Vaticani, quelli Capitolini, la Cappella Sistina, il Foro ed i Fori imperiali, tanto per dir qualcosa, nemmeno li hanno mai sentiti nominare).
Fontana di Trevi, in ricordo della "Dolce vita" di Fellini; il Colosseo (per via del film "The gladiator"), "L'ultima cena" (Il codice Da Vinci).
L'anno scorso, sono venuti per visitare Venezia (Film: "Anonimo veneziano"), Firenze (probabilmente, gli "Uffizi", per loro, erano soltanto un prodotto della Microsoft tradotto in italiano), ma a Firenze non ci sono stati film che possano ricordarla in qualche modo. In compenso si sono rifatti a Pisa (torre pendente: figuriamoci se se la perdevano!), il bello è che hanno sempre pensato (e non sono i soli) che la "pendenza" fosse dovuta a un trucco fotografico.
Ma la "perla" più bella è stata la visita a Napoli ed a Pompei. Di Napoli sapevano soltanto della "monnezza" (che, quando sono arrivati loro, era tutta sparita). A Pompei credevano che fosse tutto posticcio: roba da non credere! Non sto scherzando, gli affreschi della "Villa dei misteri": "Ma non è che li hanno restaurati?" Mi hanno domandato, "sembrano dipinti ieri".
Che ci volete fare! Bisognerebbe domandarsi che razza di promozione turistica si faccia all'estero, se figli di italiani, una generazione dopo, non sanno nemmeno cosa vengono a visitare, e soprattutto: perché vengano a visitarci.
Se dobbiamo ringraziare alcuni (brutti) film per la notorietà di ciò che si trova in Italia, potremmo allora trasferire gli studios di Hollywood un po' a Roma, un po' a Milano, Venezia, Napoli, Firenze e Palermo.
Altro che accordi Fiat-Crysler! Diventeremmo finalmente un paese competitivo.
E non soltanto nel cinema.
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Signore delle cime

Messaggio  Gimand il Mer Mag 13, 2009 2:37 pm

Oggi è morto ACHILLE COMPAGNONI.
A molti di noi questo nome non dirà niente: nel 1954, insieme a Lino Lacedelli, conquistò la seconda vetta del mondo il K2, nella catena del Karakorum.
Io ero ancora un bambino quando nelle sale cinematografiche di tutta Italia fu proiettato (a colori) il film della conquista di quella terribile montagna. Ma quel film, sebbene avessi soltanto sei anni, me lo ricordo ancora adesso. E ricordo ancora adesso le immagini del "balzo finale" (poche centinaia di metri in salita, ma che, data l'altitudine di oltre 8000 metri, furono faticosissimi) e Achille Compagnoni con il suo caratteristico berrettino bianco, mentre piantava la bandiera italiana e il modellino della Madonnina di Milano sulla vetta.



Ora Achille ha raggiunto gli altri compagni di quella cordata. Costoro l'avevano preceduto nella scalata di un'altra vetta, quella più impegnativa, non solo per loro, ma per tutti gli uomini: quella del "Signore delle cime", di tutte le cime. E da lassù, insieme ad Ardito Desio (organizzatore della spedizione) e a Mario Puchoz, alpinista valdostano che morì di polmonite fulminante durante la scalata, sta già sventolando la bandiera italiana.
Che il Signore l'abbia in Gloria
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2 Giugno 1992

Messaggio  Gimand il Mar Giu 02, 2009 7:53 pm

Non potevo esimermi dal commemorare il 2 Giugno. A modo mio.
Proprio il 2 Giugno di 17 anni fa, si giocarono le sorti dell'economia italiana. E si giocarono nel modo più sporco.
Il 2/6/1992 apparve al largo delle coste italiane il panfilo regale "Britannia", recava a bordo oltre alla regina Elisabetta ed il principe Filippo anche alcuni personaggi che potremmo definire "interessanti": dirigenti di banche d'affari, finanzieri americani ed inglesi ed imbarcò a Civitavecchia anche alcuni ospiti italiani.
Vi ricorda niente l'anno 1992? Certo: Mani Pulite, il golpe (o il tentato golpe) dei magistrati, l'attentato a Falcone e Borsellino, la crisi della Repubblica, il crollo della lira. Ebbene, c'è chi dice che gran parte di quelle disgrazie furono complottate proprio in quel giorno ed in quella sede.
Già i signori del denaro colà imbarcati, avevano dato una dimostrazione della loro "potenza di fuoco": la Magistratura, che per quasi quarant'anni aveva insabbiato tutte le inchiesta sulla corruzione, ora stava scoperchiando tutti i tombini, Giovanni Falcone era appena saltato in aria sulla strada di Capaci, il suo amico Borsellino lo sarà tra poco più di un mese, i partiti politici stavano dilaniandosi per la presidenza della Repubblica ed Andreotti stava trescando con mezzo parlamento per farsi eleggere, senza accorgersi che il mondo intorno a lui stava crollando.
I signori a spasso sul "Britannia", invece, stavano già spartendosi la torta delle privatizzazioni, che loro volevano frettolose ed abborracciate (cioè a prezzi di saldo). All'uopo era stato imbarcato anche il finanziere Soros, quello che di lì a qualche mese farà crollare la lira italiana del 30% (così, le privatizzazioni, da svendite diventavano quasi regalini o regaloni, con quello sconto in più). Prodi (anche lui presente, in qualità di consigliere della banca d'affari Goldman Sachs), si preparava a diventare il "Deus ex machina" di questo saccheggio; poi c'erano i gandi "commis d'Etat" come Nino Andreatta, Mario Draghi, poi Bazoli e Spaventa, in rappresentanza delle banche che avrebbero menato la danza delle privatizzazioni (e che avrebbero dovuto essere privatizzate).
E c'era anche Giulio Tremonti, in qualità di osservatore che ebbe a dire: "Fu un'operazione elitaria, che prescindeva dal popolo, ma poi il popolo ha eletto Berlusconi. Non mi pare che ci si possa riprovare, ignorando la volontà popolare. Il potere adora andare per mare, ogni magnate ha la sua enorme barca e quella crociera sul Britannia fatta nell'estate del '92 resta, nell'immaginario di molti, la metafora di un cambio politico fatto pagando il prezzo di un pezzo di sovranità italiana. Si trattò, in realtà, di una sola giornata e sul regale yacht si imbarcarono per poche ore i massimi esperti inglesi delle privatizzazioni e gli uomini che allora potevano influenzare quelle italiane. (...) La crociera sul Britannia simbolizzò il prezzo che il Paese pagava tanto per "modernizzarsi" quanto per restare nel club".
Conclude poi Tremonti: "Il paradosso è che quelli del Britannia pensavano di andare incontro ad una navigazione tranquilla e poi, arrivati in porto, nel '94 si ritrovarono Berlusconi: le armate "popolari" che non erano state imbarcate".
Già, le "armate popolari", che da quell'incontro tra "gentiluomini" (o summit mafioso?) erano state escluse, si sono presentate all'imbarcadero di Civitavecchia ed hanno chiesto a lorsignori di render conto di quel saccheggio fatto a spese loro; le "armate popolari" che hanno già pagato totalmente il costo del biglietto per l'Europa e che oggi sono totalmente esposte alla competizione globale (ed alla crisi globale).
Non so se in questi giorni qualche altro panfilo veleggi lungo le coste italiane (il Britannia è nel frattempo andato in demolizione), tutto sta a vedere come andranno a finire queste elezioni europee, perché se staremo in palla, potrà anche darsi che questo ipotetico yacht si decida finalmente a levare le ancore ed andare a veleggiare per altri lidi, cioè ad andare a sfasciare qualche altra economia per servire gli interessi di quattro banchieri d'affari. E ricordiamoci ancora dell'antico detto: "Chi pecora si fa il lupo se la mangia". E noi di pecore e pecoroni ne abbiamo ancora troppi per il Paese. Pecore e pecoroni sempre in attesa di qualche yacht che venga a portar loro un po' di erba esotica.
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In nome del Dio Denaro -

Messaggio  Gregor il Mer Giu 03, 2009 1:55 pm

Certo Gimand! Ricordo qualcosa del "caso" Britannia e dei suoi illustri ospiti in quel lontano "92.
Ricordi che però non mi permettono più un'analisi oggettiva ed imparziale su quella vicenda, con l'età anche la memoria va scemando e non vorrei mai dire una cosa per un'altra.
Vorrei però soffermarmi e fare solo poche personalissime considerazioni.
Il mondo è pieno di elementi quali i signori da te menzionati, leggi: Soros, Andreatta, Prodi, Bazoli, Spaventa e compagnia cantando e, la cosa mi preoccupa non poco.
Persone potenti e prive di scrupoli che agiscono unicamente per gl interessi loro e dei loro clienti ed esclusivamente i nome del Dio Denaro. Persone (ma non solo quelle menzionate) che con una loro decisione possono causare più danni di una guerra, monete svalutate, inflazione fuori controllo, perdita di posti di lavoro, famiglie ridotte sul lastrico e chi più ne ha, più ne metta.
Non bastano le difficoltà del vivere quotidiano, non bastano i sacrifici di una vita per assicurarsi un avvenire sereno, basta veramente un non nulla, una decisione maturata nel nome del Dio Denaro e tu comune mortale, vedi vanificato tutto quello per cui hai lottato.
Si! Credo proprio che in tutto questo ci sia veramente qualcosa che non va.
Tu che ne dici?

Gregor

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Re: Le fregnacce di Gimand

Messaggio  Gimand il Mer Giu 03, 2009 4:22 pm

Gregor ha scritto:Certo Gimand! Ricordo qualcosa del "caso" Britannia e dei suoi illustri ospiti in quel lontano "92.
Ricordi che però non mi permettono più un'analisi oggettiva ed imparziale su quella vicenda, con l'età anche la memoria va scemando e non vorrei mai dire una cosa per un'altra.
Vorrei però soffermarmi e fare solo poche personalissime considerazioni.
Il mondo è pieno di elementi quali i signori da te menzionati, leggi: Soros, Andreatta, Prodi, Bazoli, Spaventa e compagnia cantando e, la cosa mi preoccupa non poco.
Persone potenti e prive di scrupoli che agiscono unicamente per gl interessi loro e dei loro clienti ed esclusivamente i nome del Dio Denaro. Persone (ma non solo quelle menzionate) che con una loro decisione possono causare più danni di una guerra, monete svalutate, inflazione fuori controllo, perdita di posti di lavoro, famiglie ridotte sul lastrico e chi più ne ha, più ne metta.
Non bastano le difficoltà del vivere quotidiano, non bastano i sacrifici di una vita per assicurarsi un avvenire sereno, basta veramente un non nulla, una decisione maturata nel nome del Dio Denaro e tu comune mortale, vedi vanificato tutto quello per cui hai lottato.
Si! Credo proprio che in tutto questo ci sia veramente qualcosa che non va.
Tu che ne dici?


Appunto, caro Gregor,
Ma forse l'equivoco di fondo in cui cadiamo tutti è proprio quello che ci fa chiamare "Dio" il denaro.
No Gregor, il denaro è "dio" per quelli come me, che ne hanno sempre avuto poco (o non ne hanno affatto), ma non per lorsignori. Quelle persone che hai (che ho) citato, presenti sul "Britannia", il denaro non lo consideravano un "dio", lo consideravano (e lo considerano) un mezzo, anzi, il mezzo per antonomasia: il mezzo che permette loro di arrivare dove vogliono, il potere assoluto. E quegli italici signori che hanno leccato loro i piedi, la pensavano allo stesso modo: si sono tutti presentati come aspiranti proconsoli, offrendosi come ruffiani o magnaccia per svendere loro l'Italia. Purtroppo è anche vero che i magnaccia non esisterebbero se non ci fossero le prostitute, e nel nostro Paese di puttane o aspiranti tali ce ne sono sempre troppe (ovviamente non soltanto del sesso femminile, anzi).
C'è un vecchio detto siciliano che recita: "Cummannari è meggiu c'à futtiri", penso che non ci sia bisogno di traduzioni; appunto, "cummannari", non: avere tanti soldi.
Perché quelli che aspirano solamente ad avere soldi finiscono, prima o poi col diventare dei volgari ladri ed a fare la fine dei ladri.
Quelli che aspirano a "cummannari", con qualsiasi mezzo (meglio se a mezzo dei soldi)...beh! prima o poi, in qualche modo, ci riescono.
L'Italia del 1992 era un obiettivo facile per quei signori: una classe politica velleitaria ma compromessa, una classe "dirigente" che non aveva più (o non aveva mai avuto) la forza di dirigere, una cultura ed un'informazione serva dei padroni e dei padrini di turno, una criminalità dilagante, un'opinione pubblica priva di riferimenti "forti", quindi facilmente influenzabile. Niente "dio denaro", soltanto un pecorame belante, un gruppo di leccapiedi pronti a tutto ed una grande confusione morale e materiale.
E qualcuno ne ha approfittato (e vuole ancora approfittarne).
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Re: Le fregnacce di Gimand

Messaggio  Gregor il Mer Giu 03, 2009 7:28 pm

"Cummannari è meggiu c'à futtiri"
E' curioso Gimand.
Mia madre era siciliana, di un bel paese sulla costa palermitana, nonostante questo, proprio non sono riuscito a tradurre la frase da te riportata.
Ti sarei pertanto grato se tu volessi inviarmi la traduzione precisa.
Quanto al denaro, Dio o mezzo, credo che la sostanza non cambi. Il potere è frutto del denaro e genera denaro.
Purtroppo è il denaro che fa girare il mondo, senza soldi il mondo si ferma, un pò come se il Buon Dio girasse gli occhi da un'altra parte, sarebbe la fine del mondo.

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Re: Le fregnacce di Gimand

Messaggio  Alias il Gio Giu 04, 2009 11:46 am

COMANDARE è MEGLIO DEL FOTT...


CIAO GREG
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Tripoli bel suol d'amore

Messaggio  Gimand il Ven Giu 12, 2009 8:10 pm

Stasera il satrapuccio Gheddafi se ne ritorna a casuccia sua.
Meno male. E meno male che alla “sapienza” l’hanno contestato perché, d’accordo con il Berlusca (orrore!) ha, tra l’altro, accettato la politica dei “respingimenti alla frontiera” dei clandestini. Ciò significa che se Gheddafi, invece che riprendersi i clandestini che le nostre navi gli avevano riportato, ce li avesse (ri)rispediti a casa nostra, probabilmente alla “Sapienza” sarebbe stato accolto con un’ovazione.
Bei tipi i nostri sinistrati. La “miscellanea varia” che alimenta la sinistra “intelligente” italiana è composta principalmente da: sinistri che vorrebbero fare degli immigrati clandestini un sottoproletariato d’importazione da strumentalizzare; preti “progressisti” che vorrebbero Anime da convertire a buon mercato, sì, ma con la “missione” sotto la porta di casa (così gli eviterebbe di andare a cercar proseliti in Africa o in Medioriente, con tutti i rischi che si corrono); sindacati, in special modo la CGIL, che, poverini (i sindacati), adesso, pieni come sono di iscritti (pre)pensionati, avrebbero tanto bisogno di “carne fresca”; industriali e “grande” borghesia capitalista “illuminata”, i quali vorrebbero riempire le loro fabbriche di poveri cristi da sfruttare all’osso, invece di spender tanti quattrini per l’aggiornamento tecnologico delle loro imprese e dei loro prodotti.
Come si vede, una convergenza d’interessi (sporchi) che vorrebbe far sì che il nostro Paese diventi una sorta di terra di nessuno, piena come sarebbe di gente senza radici, affinché “lorsignori” possano fare meglio i loro interessi (ugualmente sporchi), e solo i loro interessi.
Per questo hanno contestato Gheddafi alla “Sapienza” e per questo è meglio che protestino. Perché se avessero protestato per i diritti umani calpestati da sempre dal satrapuccio di Tripoli, ci sarebbe stato da preoccuparsi. I nostri sinistri sono specializzati per farsi belli con i soldi (e la pelle) degli altri, specie di quelli che non li votano: ma come! Loro (i sinistri) si dannano l’anima per riempire le “bidonvilles” italiane di “brava gente” e quello (Gheddafi) se li riprende? Che se ne torni a casa sua, e ci lasci qui la “brava gente”, che loro (i sinistrati) sanno cosa farsene.
Ecco: i sinistrati sapranno anche cosa farsene, la stragrande maggioranza degli italiani, invece, no.
Ora attendiamo fiduciosi la “dichiarazione di guerra” che il signor Zapatero vorrà presentarci (ce l’appunteremo sul petto come una decorazione). Che le dichiarazioni di guerra dei sinistri delusi ci fanno soltanto ridere.
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Strettamente riservato

Messaggio  Gimand il Mar Giu 16, 2009 11:51 pm

Sto rileggendo un libro edito nel 2000 presso i tipi della Mondadori: “Strettamente riservato” di Paolo Cirino Pomicino, il quale si “nascondeva” allora (e adesso) sotto lo pseudonimo di “Geronimo”.
Il libro è nato da un memoriale difensivo che Pomicino redasse quando fu accusato di finanziamento illecito alla propria campagna elettorale del 1992, nell’ambito del processo “Montedison” del 1993/94, processo che vide la distruzione del PSI e della DC e che occultò (sì, occultò) le responsabilità in quella vicenda dell’ex PCI. Il memoriale fu poi rivisto ed ampliato, fino a diventare quasi un romanzo poliziesco o d’appendice. Eppure quello che racconta l’ex ministro democristiano non è inventato, i fatti che racconta li abbiamo vissuti tutti, sia pur da comprimari. E le conseguenze, molti di noi le portano ancora addosso.
Nel capitolo che descrive le vicende di “Mani Pulite” Pomicino descrive quella che fu (a suo dire) la genesi di quel grande procedimento giudiziario (o pulizia etnica) che risponde al nome di “Tangentopoli” e le convulse e, a tratti, anche tragiche vicende che negli anni ‘92 e ’93 ne segnarono il corso.
Scrive Pomicino di un suo colloquio con Vincenzo Scotti (ministro degli interni nel 1991 - 1992):
“La prima volta che parlai con Scotti….egli indicò l’esistenza di un filo rosso che legava gli attentati di mafia alle inchieste giudiziarie di tangentopoli. Ho cercato di saperne di più, invitandolo nel mio studio di via Sicilia. Ma ho avuto soltanto risposte molto evasive. Tanto che, per cercare di provocarlo un po’, gli ho chiesto a bruciapelo: “Nel 1991 Carlo De Benedetti mi ha chiesto se volevo essere suo ministro. Non è per caso che lo ha chiesto anche a te e tu gli hai detto di sì?” Enzo, un po’ arrossito, mi ha replicato secco: “A me non ha chiesto niente””
Dunque, già nel 1991 il signor Carlo De Benedetti - proprietario di “Repubblica”, già bancarottiere della Olivetti, già inquisito (e condannato) per la vicenda del fallimento del “Banco Ambrosiano” di Calvi e tra poco incarcerato (per pochi minuti) per la vicenda del bidone delle telescriventi rifilate alle poste Italiane - cercava ministri per il suo (suo?) governo. E a quale titolo? Chi era, in quel momento, De Benedetti? Come mai stava “formando” un nuovo governo (sicuramente con un ministro democristiano: Cirino Pomicino e forse anche con Scotti)? Questo, lo ripeto, nel 1991. Non è che sapesse già qualcosa che tanti, troppi altri non sapevano e si stesse preparando?
Preparando a che cosa? Continuiamo la lettura del memoriale di Cirino Pomicino:
“…Il 17 Marzo 1992, l’allora ministro dell’interno Vincenzo Scotti aveva lanciato un allarme contro i rischi di possibili attacchi che avevano come obiettivo quello di destabilizzare il quadro politico italiano. Un allarme un po’generico, ma sufficiente per fargli decidere lo stato di allerta dei prefetti.
Le parole di Scotti arrivavano dopo l’uccisione di Salvo Lima. Nessuno, però, gli diede credito. Si liquidò l’allarme dicendo che nasceva da una confessione di un pentito non del tutto attendibile, un tal Elio Ciolini. Il ministro della Giustizia Claudio Martelli definì quella del Ministro dell’interno una vera e propria “patacca”…..Poi la vicinanza delle elezioni (si votò il 5 aprile) distolse l’attenzione dell’opinione pubblica. In un Paese serio, però, tutto questo non sarebbe stato messo a tacere così: in fondo c’era stato un allarme ufficiale che aveva mobilitato i prefetti. A quel punto doveva partire un’inchiesta della magistratura per accertare i fatti. Oppure il ministro “pataccaro” si sarebbe dovuto immediatamente dimettere. "

Per capirne di più Cirino Pomicino ne parlò ripetutamente con Scotti che gli disse:
“Tutto nacque da una comunicazione riservata fattami dal capo della Polizia Parisi che, sulla base di un lavoro di intelligence svolto dal Sisde e supportato da informazioni confidenziali, parlava di riunioni internazionali nelle quali sarebbero state decise azioni destabilizzanti sia con attentati mafiosi sia con indagini giudiziarie nei confronti dei leader dei partiti di governo”.
Allora non c’erano soltanto le confidenze del “pataccaro” Ciolini. Alla domanda se Scotti avesse dei documenti scritti che provassero quello che diceva, Scotti rispose che erano soltanto comunicazioni verbali del capo della Polizia al Ministero dell’Interno. Evidentemente il Sisde s’era voluto lavare la coscienza preavvertendo le istituzioni della “tranvata” che stava per arrivare. Poi, visto che le istituzioni non avevano preso sul serio i loro avvertimenti, se ne lavarono le mani e, come tanti nelle Istituzioni e fuori, saltarono, al momento opportuno, sul carro del vincitore.
Continua il nostro Geronimo/Cirino Pomicino:
“….Ma quali erano le altre informazioni? Erano inattendibili come queste? O l’allarme di Scotti nascondeva qualcosa di più fondato? Scotti non chiarisce, ma da tutta questa vicenda emergono alcuni particolari inquietanti, a cominciare dal fatto che il periodo indicato in quell’informativa (marzo – luglio 1992) è proprio quello in cui incomincia la cavalcata del Pool di Milano e in cui si verificano gli attentati della mafia che culmineranno negli assassinii di Falcone e Borsellino. Ed è altrettanto strano che fu proprio Claudio Martelli, che aveva dato del “pataccaro” a Scotti, a presentarsi insieme con lui da Scalfaro per proporsi come presidente del Consiglio del “rinnovamento”.
Un bel pasticcio vero amici? A rileggere le cronache di 17 anni fa c’è da mettersi le mani nei capelli. Dice niente quella vicenda, così lontana, per quanto avviene oggi?
Se poi aggiungiamo che nel dicembre del 1991 Andreotti viene informato da Chiaromonte che in una riunione del direttivo del PDS (presieduto da Achille Occhetto) si era deciso di procedere, prima delle elezioni del 1992, con “l’opzione giudiziaria” (cioè di mettere in galera per mezzo delle “toghe rosse” gli avversari politici dell’ex PCI , appunto, riciclatosi in PDS) e che Andreotti, troppo preso com’era nei suoi intrallazzi per farsi eleggere Presidente della repubblica, ignorò; se pensiamo alla riunione sul “Britannia” del 2 Giugno 1992 di cui si è già parlato in un'altra stanza; se pensiamo alle informazioni che la CIA americana ha generosamente elargito a Di Pietro e soci per almeno cinque anni, grazie al sistema di spionaggio satellitare “Echelon” (probabilmente per vendicarsi con Andreotti della vicenda dell’”Achille Lauro” e per la rivelazione ai quattro venti dell’esistenza dell’organizzazione di “Gladio” e di “Stay behind”); allora possiamo capire o, perlomeno, intuire vagamente in quale stato confusionale si trovassero le istituzioni e le persone che avrebbero dovuto difenderle.
Ricatti, controricatti, tradimenti, spiate, imbrogli, corruzione, intimidazioni ed, alla fine, attentati e stragi.
Una miscela esplosiva che deflagrò nell’arco di pochi mesi sulla testa di tutti gli italiani ignari: Un Presidente della repubblica fuori di zucca (Cossiga); un Presidente del consiglio in tutt’altre faccende affaccendato, in un momento delicatissimo della vita nazionale ed internazionale; una criminalità organizzata che stava giocandosi il tutto per tutto; una guerra civile in corso ai nostri confini orientali (la Jugoslavia); gruppi finanziari italiani ed internazionali che si apprestavano ad acquistare mezza industria Italiana per un pezzo di pane; un capo dell’opposizione imbecille ed irresponsabile (Occhetto), che si apprestava ad alzare il “livello dello scontro politico” con una leggerezza criminale (scontro politico che, alla fine, travolse anche lui). Infine, una Magistratura autoreferente e giuridicamente irresponsabile, che si accingeva a prendere il posto degli eletti dal popolo, senza dover rispondere a nessuno dei suoi atti.
In mezzo, a rappresentare il Popolo italiano: una classe politica codarda, la quale, quando vide la malaparata scappò, si nascose, fece lo scaricabarile, alla fine si arrense senza combattere, accontentandosi di salvare la ghirba (o il peculio).
Oggi, rispetto ad allora, molte cose sono cambiate, alcune in meglio, altre in peggio.
Ma è il “peggio” quello che mi preoccupa. Come dicono dalle mie parti: “sperém!" (speriamo)
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Jacko e l'Imperatore

Messaggio  Gimand il Lun Giu 29, 2009 4:44 pm


Con la morte di Michael Jackson si chiude un’era.
Sì, lo so, è retorica (e, come incipit, nemmeno tanto originale) ma, a ben vedere, qualsiasi interprete di canzoni, qualsiasi compositore, qualsiasi canzone fanno della retorica (arte di declamare alle folle): buona retorica, cattiva retorica. In qualsiasi modo si declami (o si canti) andrai sempre a “toccare” dei tasti che daranno enfasi ai sentimenti degli ascoltatori: come facevano e fanno tutt’oggi anche gli oratori (che si definiscono, appunto, rétori), a partire da Cicerone fino ad arrivare ad un qualunque avvocaticchio di Canicattì dei giorni nostri.
Retorica e recitazione: certo, come ha osservato anche Angela, il nostro Jacko era anche un superbo “animale da palcoscenico”. Giusto, ma, ad esempio, qualsiasi leader politico, compreso il più scalcinato è anche un animale da palcoscenico, guai per lui se non lo fosse. Magari non sarà “superbo”, forse sarà anche una schiappa, ma, almeno, la buona volontà ce la mette.
Ritornando a Jackson: è stato dunque un “grande”? Sono forse ben meritati od esagerati i tributi resigli dalle platee di tutto il mondo?
Per rispondere dovremmo prima di tutto porci una domanda: cosa ha lasciato?
Ha lasciato parecchi debiti, una serie di canzoni ed un modo di stare sul palcoscenico e di “porgersi” che hanno fatto scuola. Quelli che verranno dopo di lui saranno soltanto degli imitatori più o meno bravi.
Cos’altro rimane?
Beh! Ciascuno di noi, quando (e se) pensa di essere arrivato a conclusione della propria esistenza (e di essere alla fine, Jackson, forse, l’aveva intuito), trae, se ci riesce, dei bilanci. O li fa trarre agli altri.
Cesare Ottaviano Augusto, il primo imperatore Romano, sul letto di morte declamò la filastrocca che tutti gli attori di teatro recitavano a conclusione dello spettacolo:

Se tutto è andato bene, se il mimo v’è piaciuto
D’un generale applauso rendetemi il tributo.


Quindi spirò tra gli applausi dei cortigiani accorsi al suo capezzale. A commento di ciò, lo storico Carlo Nardi: “Quando alla fine d’una lunga vita ogni illusione è caduta, e il mondo che ne circonda tutto si discolora, e la bellezza delle opere compiute si riguardano senza più l’intima febbre dell’atto creativo, possono pronunciarsi anche le parole di Augusto, di applaudire a chi ben recitò la commedia della vita”.
Ecco: applaudiamo pure (ma senza isterismi) chi ha ben recitato almeno la commedia del palcoscenico, se non quella della vita, perché nessuno più di Jackson l’ha saputa recitare nel suo ruolo. Il resto - per dirla come l’Amleto di Shakespeare – è silenzio.



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Re: Le fregnacce di Gimand

Messaggio  Angela il Mer Lug 01, 2009 9:34 am

Grazie Gimand.
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Metafora: Se fossi un tango

Messaggio  Gimand il Ven Lug 03, 2009 8:05 pm

“Se fossi un tango, lo so, ti ballerei”, canta Iva Zanicchi. Guardate il filmato qui sotto, un brano preso da Youtube al Festival di Sanremo 2003: superba l'interpretazione della Zanicchi, magnifica la coreografia, bellissima la canzone, una delle migliori interpretazioni dell'"Aquila di Ligonchio". Vabbè, come metafora non è tanto azzeccata: il tango è un ballo erotico, mica una persona.
Vediamo un po’ di cambiare: Per esempio, se Nichi Vendola fosse un tango, come verrebbe ballato?
Certamente, Nichi Vendola ha dato un'interpretazione ancora più strepitosa di quella della Zanicchi. Non ci sono filmati "YouTube" che ce la possano documentare, è sufficiente una descrizione per sommi capi.
Intanto, il buon Nichi Vendola ballava già di suo (e parecchio), almeno dal novembre dell’anno scorso, quando la Procura di Bari iniziò le indagini sulle malversazioni alle USSL della regione di cui era Governatore. Naturalmente, da buon ballerino, il nostro caro Nichi, per non essere “ballato”, s’è subito dato da fare per trovare dei ballerini che ballassero insieme a lui. E li ha trovati.
In primo luogo, incominciò col fare un paio di giravolte con “baffino” D’Alema, poi D’Alema un paio di “figure” le fece con qualche procuratore di Bari. Il procuratore trovò un cavaliere che l’accompagnasse nella danza scegliendolo in mister Tarantino, fornitore di protesi per le USSL pugliesi, "ammanigliato" col PdL e lo fece ballare indagandolo per malversazioni e mazzette. Il Tarantino (da non confondersi con “tarantella”, altro tipo di ballo), per fare le cose in grande, ingaggiò una pattuglia di tro… ehmm!..di “escort” che potessero ballare il tango (e forse qualche altro tipo di danza) con un altro tipo di cavaliere: sì quel polipone del Cavaliere.



Appunto: ed è nata la storia della “scossa” al Governo; infatti, l’ultimo ballerino rimasto in pista era proprio il Berluska.
Ma si sa, il Berluska, come ballerino sarà anche così così. Ma quanto a far ballare quelli che gli fanno di dispettucci…Beh! Ci sa proprio fare.
E’ stato sufficiente aspettare che la Procura di Bari facesse ballare gli Amministratori delle USSL della Regione ed è venuto fuori finalmente chi fossero i ballerini e chi fossero…i suonati.
Difatti, il buon Nichi Vendola, dopo tutti questi balli e soprattutto, dopo che parecchi piedi erano stati pestati, visto e considerato che le danze stavano estenuando tutti (specialmente le casse della sanità Pugliese), come dice la canzone di Iva Zanicchi: “Per farti ancora stupire, per provocare il tuo cuore”, negli ultimi giorni ha deciso di azzerare la sua giunta: tutti a casa, a prender lezioni di tango.
E Nichi Vendola? Lui, adesso, balla da solo.
Morale della favola: Se Nichi Vendola fosse un tango, come dicevano i vecchi frequentatori delle balere di periferia, lo ballerebbero “col Casché” (o col ruzzolone?).





Ultima modifica di Gimand il Sab Feb 18, 2017 11:30 pm, modificato 1 volta
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Varcare la soglia...del pisello

Messaggio  Gimand il Dom Lug 26, 2009 3:21 pm

Parafrasi di un articolo di Luca Josi apparso su "Il Giornale" del 26/7/2009:

Salvo non è un uomo nuovo, anzi, è d’antico, direbbe Giovanni Pascoli. Negli ultimi quindici anni, riguardo a Silvio Berlusconi, ha brindato eccitato all’arrivo di ogni nuova inchiesta. Infatti, quando arrivava una nuova indagine ha libato ai lieti calici dicendo che quella era la volta buona. Di volte buone, in effetti, ne avrà viste almeno cinquecentoventisei. Ma pur essendo tante, non si è perso di fiducia, pensando che quando le inchieste saranno diventate mille, ci avrebbe riflettuto sopra ed avrebbe (forse) cambiato tattica.
Studiate bene il suo stress; poverino! E’ stato cresciuto nell’odio. Lui non ha mai avuto avversari, rivali, oppositori, ma solo nemici. Da anni stringe tra le mani una bambolina “vodoo” in cui conficca lunghi spilloni. Prima era la faccia di Craxi, poi quella del Berluska. Insomma, non sa più cosa vuole dalla sua vita. Tendenzialmente, Salvo non ama la ricchezza (degli altri). Solo la sua. Ed invece di stabilire un programma politico tenta di ammazzare chi è alla guida.
Mettiamoci dunque (o tentiamo di metterci) nei suoi panni. Vero è che Berlusconi non fa nulla per non farsi odiare, ma è anche vero che quelli come Salvo non sanno fare altro. Poi, a ben guardare, quelli come Salvo, tolti i sentimenti di solidarietà e umanità (che appartengono, a dire il vero, più alla tradizione socialista anziché a quella comunista), provano un sentimento di invidia e rancore sociale che si trasforma spesso in vendetta. Quel sentimento che invece di proporre qualcosa di alternativo alla tua idea pensa a come fermare il tuo lavoro. Vede in ogni nuova opportunità un rischio, lo sfruttamento di qualcuno, un crimine non ancora ben definito (ma che a maggior ragione vale un’indagine in più).
Dopo aver vagliato ogni ipotesi criminale, il nostro Salvo e i suoi amici, hanno deciso di puntare sul sesso. Così, se Paolo Mieli aveva messo la minigonna alla Corriere della Sera, un manipolo di direttori ha tolto le mutande ai propri quotidiani per mettersi a cercare reati…ehmm!...”penali” (ho detto “penali” NON nel genere femminile, ma in quello maschile, non aggettivo ma sostantivo). E la questione morale è diventata inguinale. Il nostro Salvo lo avevano cresciuto a buonumore e goliardia, adesso si ritrova a indossare il saio. Gli avevano detto che le sessualità erano multiple: c’erano gli omosessuali, le lesbiche, i bisessuali, i transessuali ed andavano messi tutti in Parlamento. E lui, pur non capendo, s’è adeguato. Poi, nel 2009, in piena estate, lo convocano all’adunata puritana. Oggettivamente, al cavaliere piace il classico: la gnocca. E come lui 50 milioni d’italiani (gli altri 10 milioni li teniamo fuori perché non votano: sono minorenni).
Per tirare le somme: attorno a Berlusconi, in Italia, è successo davvero di tutto. Però la spazzatura a Napoli è andata giù e le case in Abruzzo stanno venendo su. Eppure, qui da noi, quando il saggio indica la luna, più che il dito…Si guarda il pisello.
E Salvo oltre al pisello (il suo) non è capace di guardare.
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Re: Le fregnacce di Gimand

Messaggio  Renata il Dom Lug 26, 2009 7:46 pm

Ciao Gimand.
Ritengo Salvo una persona attenta e critica alle "disgrazie" di questo nostro Paese. Non è certo colpa di Salvo se la peggiore calamità corrisponde al nome di Silvio Berlusconi.
Sei cieco, sordo e muto, Gimand? Come puoi non vedere come Berlusconi ha ridotto il confronto politico?
Attaccarlo a me pare il minimo che possiamo fare. Si può discutere sulle modalità ma non certo sull'obiettivo: risanare la classe politica di questo Paese.

Ciao.
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Renata

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Re: Le fregnacce di Gimand

Messaggio  Gimand il Lun Lug 27, 2009 3:39 pm

Renata ha scritto:Ciao Gimand.
Ritengo Salvo una persona attenta e critica alle "disgrazie" di questo nostro Paese. Non è certo colpa di Salvo se la peggiore calamità corrisponde al nome di Silvio Berlusconi.
Sei cieco, sordo e muto, Gimand? Come puoi non vedere come Berlusconi ha ridotto il confronto politico?
Attaccarlo a me pare il minimo che possiamo fare. Si può discutere sulle modalità ma non certo sull'obiettivo: risanare la classe politica di questo Paese.

Ciao.


Giustissimo.
E Salvo inizia il risanamento a partire dai piselli





Ed ai piselli si ferma


Ultima modifica di Gimand il Mar Lug 28, 2009 12:16 am, modificato 1 volta
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Re: Le fregnacce di Gimand

Messaggio  Gregor il Lun Lug 27, 2009 6:15 pm

La strana coppia –
Non me ne vogliate ragazzi, sapete che a me piace un sacco scherzare e tra amici, qualche sfottò rende anche più frizzante e vivace la compagnia.
E’ già qualche giorno che ho in mente Renata e salvo e il loro web-flirt.



Li riconoscete anche voi??? Laughing Laughing Laughing

Ciao!!!

Gregor

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Re: Le fregnacce di Gimand

Messaggio  Gregor il Lun Lug 27, 2009 8:20 pm

Ma no!! Giocavo Basketball Basketball Basketball
Eccoli qua e più belli e fascinosi che mai. Smile Smile Smile

Vi sarete mica offesi?
Ari-ariciao!!!

Gregor

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Re: Le fregnacce di Gimand

Messaggio  Jurka il Lun Lug 27, 2009 9:48 pm

Gregor????
non si vede l'immagine del sikano... vabbè che è il nulla ma almeno facci sorridere !!


lol! lol! lol! lol! lol! lol! lol! lol! lol! lol!
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Il ribelle

Messaggio  Gimand il Ven Ott 23, 2009 12:11 am

Carissimi,
Era un po'di tempo che non sparavo fregnacce.
Ora però m'incarico di sparane una...letteraria:
E' uscito in questi giorni, per i tipi della Mondadori, un bellissimo romanzo della giovane autrice Emma Pomilio. S'intitola "Il ribelle", non immaginerete mai di cosa tratta.




Si tratta del romanzo della fondazione di Roma: Romolo e Remo, Rea Silvia, Numitore e Amulio, la lupa, il ratto delle Sabine e tutto il resto che (almeno ai miei tempi) quand'eravamo bambini ci hanno narrato come fosse una favola.
Ma questa non è una favola, è un romanzo. E' il romanzo del nostro passato, un passato remoto che, come tutti i passati, va a scoprire anche le radici del presente, il nostro presente (capito Salvo?).
Alla fine del libro, l'autrice scrive:

"Gli antichi ci hanno tramandato che Roma è stata fondata e costituita da Romolo come città-stato intorno alla metà dell'VIII secolo a.C., ma vollero farci credere che Roma fosse sorta in un luogo disabitato, perché l'impresa della fondazione acquistasse un rilievo particolare, quasi fosse un miracolo.
Al contrario, le indagini archeologiche dimostrano che esisteva nel sito, che poi sarebbe diventato Roma, un grande insediamento protourbano già dalla metà del IX secolo. Si trattava di un aggregato unitario di rioni, quello che Varrone chiama Septimontium, sorto vicino al guado sul Tevere, importante crocevia di commerci, e dominato dai grandi proprietari terrieri...."


Ecco, il romanzo cerca di dare una forma plausibile a questa vicenda storica; ed ecco che vediamo i protagonisti della "favola" acquisire, come per incanto, una vividezza ed una veridicità, appunto, plausibili. Quasi fossero personaggi e protagonisti dei nostri giorni.
Se volete evadere dai vari Harry Potter e dalle varie "Guerre Stellari", eccovi una storia antica ma ancora nuova: ricordate, è la nostra storia, direbbero i romani d'oggi "De noantri".
No! Di tutti noi.


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Alternativa del diavolo

Messaggio  Gimand il Dom Ott 25, 2009 11:19 pm

Cribbio!!!


Ma secondo voi, tra Brenda e Rosy, il povero Marrazzo cos'altro avrebbe dovuto scegliere?




Certo, c'erano anche Livia Turco





...E Lucia Annunziata:



Però erano pur sempre quella che gli americani chiamano: "L'alternativa del diavolo"
Marrazzo ha scelto "Er mejo!"
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